Guardiani della Galassia Vol. 2

La nostra recensione di Guardiani della Galassia Vol. 2, il cinecomic firmato James Gunn in arrivo questa settimana nelle nostre sale
james gunn Guardiani della Galassia 3

C’è famiglia e famiglia.
Dopo la terribile sfilata di auto da corsa della famiglia tamarra di Fast & Furious, questa volta è il turno di quella “galattica” diretta da James Gunn. Forte dell’inaspettato successo del primo capitolo, il regista di Guardiani della Galassia questa volta si sbizzarrisce grazie alla libertà creativa lasciata dai Marvel Studios, ma soprattutto grazie ad una totale empatia con i suoi personaggi. È evidente da subito che Gunn sa dove andare a parare, riuscendo a muovere Star-Lord e compagni nella direzione giusta ed arrivando, tra un’esplosione ed una battaglia nello spazio, a centrare il bersaglio del suo racconto. Dopo un primo capitolo in cui un orfano terrestre cercava il proprio posto nella Galassia, in questo secondo volume Gunn decide di allargare il racconto, portando il focus su un gruppo di misfits galattici e sul loro bisogno di rimanere uniti.

C’è la ricerca di un padre perduto ed assente, ma c’è soprattutto la consapevolezza di avere a disposizione un gruppo di personaggi immensi e splendidi: se Chris Pratt e Zoe Saldana confermano quanto fatto vedere in precedenza, è Dave Bautista a sorprendere ancora una volta. Il suo Drax è un perfetto mix di comicità nonsense ed introspezione, un ammasso di muscoli verde capace tanto di toccare la corde più profonde dell’anima quanto di gettarsi nello spazio, armato di fucile pronto a distruggere una flotta di astronavi nemiche. Il personaggio di Dave Bautista è forse l’esempio più chiaro della filosofia di Guardiani della Galassia, quella che qualcuno ha provato a copiare rimpiazzando i personaggi con delle macchiette e l’Awesome Mixtape con delle squallide hit pop (si, avete capito di chi sto parlando).

Il fallimento dell’imitazione citata è la prova che quanto fatto da Gunn è unico ma non irripetibile, anzi migliorabile. Volume 2 è un “more of the same” vincente, segno inequivocabile di un sequel pensato e necessario, il proseguimento di un racconto iniziato tre anni fa e giunto solamente alla sua fase intermedia. Non ci resta quindi che inchinarci ai Guardiani e a James Gunn, un uomo capace di unire Father and Son di Cat Stevens alla Galassia più profonda.

Guardiani della Galassia Vol. 2
8
Guardiani della Galassia Vol. 2
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Francesco Martino

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