A Beautiful Day

La recensione del nuovo film di Lynne Ramsey con Joaquin Phoenix, premiato a Cannes per la straordinaria interpretazione
a beautiful day

Joe è un ex militare e agente dell’FBI. Di guerre ne ha vissute parecchie, e non solo sul campo di battaglia. Quando non è occupato in qualche lavoro da mercenario, si prende cura della madre ormai anziana e malata, devastata anche lei da una vita di grandi sofferenze. Da sfondo, una New York cupa e soffocante, governata da una classe politica corrotta che si macchia ogni giorno di crimini inenarrabili, come quelli consumati in appartamenti di lusso, ai piani alti dei grattaceli, ai danni di bambine e adolescenti.

Per Lynne Ramsey, regista scozzese premiata a Cannes, A Beautiful Day rappresenta il completamento di un ciclo tematico iniziato con Ratcatcher e proseguito in quel gioiello cinematografico che è stato …E ora parliamo di Kevin: tutte e tre le pellicole affrontano, seppur in maniera completamente diversa per trama e linguaggio, il delicato quanto terribile argomento dell’infanzia violata con grande fermezza e lucidità.

Grazie a una sceneggiatura (fin troppo) asciutta, che riduce al minimo il dialogo, e uno stile di regia perturbante, Lynne Ramsey ci conduce attraverso le paure più oscure di Joe, che tenta di reprimere il dolore salvando le vite di queste giovani vittime. La scarsa originalità della trama – un mix tra Leon, Drive e Taxi Driver – è completamente colmata dalla potenza evocativa delle immagini, scandite da una colonna sonora sublime, e dalla interpretazione immensa di Joaquin Phoenix, che si conferma ancora una volta come uno degli attori più talentuosi della sua generazione.

L’accurata fotografia di Thomas Townend cattura ogni singolo dettaglio, soffermandosi in maniera quasi ossessiva sulla fisicità dirompente del protagonista, ma non per mera vanità estetica: il corpo gonfio, segnato dalla cicatrici, dolorante di Joe riflette l’angoscia dell’anima, in un susseguirsi di flashback che non sembrano abbandonarlo mai.

La pace, la serenità, sono solo un miraggio, anche se nel finale di A Beautiful Day sembra aprirsi una speranza, quasi come un raggio di sole che squarcia finalmente nel nuvole.

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