Auguri Aaron Taylor-Johnson: la top 5 delle sue performance

Ha gli occhi grandi e azzurri Aaron Taylor-Johnson. Un mare calmo, in cui lasciarti cullare, ma sempre pronto a divenire tempesta lasciandoti annegare tra quelle onde fatte di lacrime...
Aaron Taylor-Johnson

Ha gli occhi grandi e azzurri Aaron Taylor-Johnson. Un mare calmo, in cui lasciarti cullare, ma sempre pronto a divenire tempesta lasciandoti annegare tra quelle onde fatte di lacrime e disperazione.

Recita con gli occhi Aaron Taylor-Johnson; sono battute mute, sentimenti inespressi a parole quelli che traspirano da quello sguardo colto dalla cinepresa in ogni sua sfumatura. Quegli occhi chiari hanno iniziato presto a bucare lo schermo: aveva solo sei anni quando il piccolo Aaron viene iniziato alla sacra arte della recitazione frequentando la Jackie Palmer Stage School dal 1996 al 2008. Nel 2002 il giovane attore, nato a High Wycombe, piccola località della contea del  Buckinghamshire, fa il suo esordio sul grande schermo in Tom & Thomas – Un solo destino per poi comparire in film come  2 cavalieri a Londra, The Illusionist – L’illusionista e La mia vita è un disastro. Piccoli ruoli, certo, ma indispensabili al giovane attore per alimentare il proprio fuoco interiore e arrivare là dove il suo talento sarebbe esploso.

Era il 2008 quando la vita di Aaron Taylor-Johnson (inizialmente accreditato semplicemente come Aaron Johnson) viene totalmente sconvolta sia professionalmente che sentimentalmente: Nowhere Boy, biopic delicato ed emozionante su John Lennon, fa incontrare l’attore con la sua metà, la regista Sam Taylor-Johnson e, allo stesso tempo, ne lancia la carriera. Da quel momento, complice anche il successo nel 2010 del super-hero movie tratto dal fumetto di  Mark Millar e disegnato da John Romita Jr. Kick-Ass la stella di Johnson brillerà più che mai. L’attore collabora con grandi registi (Oliver Stone lo ha diretto in Le Belve nel 2012, mentre nel 2020 farà parte del nuovo film di Christopher Nolan, 2020), partecipa a grandi blockbuster (Godzilla nel 2014 e Avengers: Age of Ultron nel 2015), compare in video musicali (ÜBerlin dei R.E.M diretto da sua moglie Sam Taylor-Johnson) e spot pubblicitari (Givenchy Gentleman) .

IIl suo è un curriculum che spazia tra i generi più disparati e che non ha intenzione di arrestare la sua ascesa. Per festeggiare i ventinove anni dell’attore inglese vi lasciamo con la top 5 delle sue migliori interpretazioni, anche se lo ammettiamo, cinque non sono abbastanza.

5. Albert Nobbs

Un piccolo gioiellino questo diretto da Rordrigo Garcìa. Uscita nel 2011 questa pellicola poco conosciuta al grande pubblico è assolutamente da recuperare. Adattamento cinematografico della commedia teatrale di una donna irlandese che nel XIX secolo si traveste da uomo e lavora come maggiordomo per venti anni, qui Aaron Taylor-Johnson interpreta il truffaldino tuttofare Joe. Sebbene convincente nella sua prova attoriale, rimane un interprete un po’ acerbo e non ancora del tutto sicuro l’attore diretto da Garcìa. Ciononostante la performance di Taylor-Johnson in Albert Nobbs merita la top 5, soprattutto per l’intensità dell’opera nella sua complessità e dalla grandezza dei suoi comprimari Glenn Close, Mia Wasikowska.

4. Kick-Ass

Uno dei punti fermi della carriera di Aaron Taylor-Johnson, soprattutto per la portata mediatica e di successo che lo ha accompagnato sin dalla sua uscita nel 2010. Con il film di Matthew Vaughn l’attore diventa un interprete di fama mondiale. Aaron Taylor-Johnson sembra essere nato per interpretare Dave Lizewski. Voce acuta e allo stesso tempo timida, sguardo sommesso e al contempo intenso, quello di Kick-Ass è un ragazzo comune, ordinario, e proprio per questo la curva parodica che segna l’opera di cui si fa portavoce è molto più accentuata di quella di Scott Pillgrim di Edgar Wright. Meticolosamente dissacrante, Kick-Ass è un film che si prende gioco dell’eroismo mascherato sbeffeggiandolo in ogni suo aspetto. Senza Aaron Taylor-Johnson probabilmente Kick-Ass non avrebbe avuto la stessa carica altera e irriverente. Immancabile.

3. Anna Karenina

Joe Wright è un autore che alle parole preferisce gli sguardi e i dettagli visivi. Ogni elemento che compare in scena presenta un significato altro e sta allo spettatore ritrovarlo in una caccia al tesoro emozionante e introspettivo. Per un attore da uno sguardo così profondo come Aaron Taylor-Johnson era questione di tempo prima che il regista londinese incontrasse sul proprio cammino il giovane attore, al tempo ventiduenne. Uscito nel 2012 Anna Karenina vanta un cast di tutto rispetto, da Keira Knightley, a Jude Law fino a Domnhall Gleeson e Aaron  Taylor-Johnson a cui è stato affidato il ruolo del conte Vronsky. Un film che ben denota la sete di apparenze che dominava la società russa del tempo trasportando interamente il classico di Tolstoj all’interno di un teatro rendendo così l’opera di Joe Wright un unicum nel suo genere. Profondo e sublimemente attrattivo Johnson incarna perfettamente il ruolo dell’amante della protagonista vestendo i suoi panni e facendo suoi pensieri e timori.

Aaron Taylor-Johnson

2. Nowhere Boy

Basato sul libro Imagine: Growing Up with My Brother John Lennon scritto da Julia Baird, sorellastra di Lennon, e presentato al London Film Festival del 2009 Nowhere Boy racconta l’adolescenza di Lennon e i suoi primi approcci alla musica, l’amicizia con Paul McCartney e il rapporto con due figure femminili importanti, la zia, Mimi Smith, e la madre, Julia Lennon. Corollario commovente di musica, ricordi e performance attoriali di grande impatto, il film di Sam Taylor-Wood vanta la fotografia di Seamus McGarvey (che collaborerà per altri tre film con protagonista Aaron Taylor-Johnson) capace di ammantare la pellicola di un velo vintage tale da acuire quel tocco nostalgico di tempi andati e per molti mai vissuti che abbraccia tutta l’opera. Non deve essere facile interpretare un’icona immortale come John Lennon, ma Johnson accetta la sfida e porta a casa una delle sue performance migliori.

1. Animali Notturni

Presentato nel 2016 alla Mostra del cinema di Venezia (QUI la nostra recensione) e da subito acclamato come uno dei migliori prodotti dell’anno, Animali Notturni di Tom Ford è una montagna russa di emozioni  misti ad ansia e shock patogeni. Una scatola cinese, gioco intratestuale sviluppato su tre livelli narrativi il film regala a Johnson il suo primo Golden Globe come “Migliore attore non protagonista”. Sebbene a volte un po’ troppo sulle righe, Aaron Taylor Johnson dà vita a un personaggio mefistofelico e diabolicamente accattivante, riuscendo nonostante tutto a tenere testa, in una delle scene più importanti ed empaticamente più sconvolgenti, ai suoi colleghi Shannon e Gyllenhaal. Una roulette russa di dolore, incubi e sensi di colpa che tutti, almeno una volta nella vita, devono vedere.          

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Elisa Torsiello

Inalo la polvere delle sale cinematografiche per poi tossire recensioni.
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