AFMV – Addio Fottuti Musi Verdi

La nostra recensione di AFMV - Addio Fottuti Musi Verdi, l'esordio sul grande schermo del collettivo The Jackal
afmv addio fottuti

Dopo i colleghi The Pills, anche i The Jackal tentano il salto dalla rete al grande schermo. Avevamo lasciato l’invasione dei web talent al cinema in uno stato comatoso, ancora frastornata dalla batosta ricevuto dal trio romano con il loro Sempre Meglio che Lavorare. Lo ritroviamo ambizioso e pimpante, apparentemente pieno della verve comica che ha portato il collettivo napoletano al successo, dagli esordi di Lost in Google fino all’ormai troppo celebre Gli Effetti di Gomorra.

Contrariamente ai The Pills, quello targato The Jackal è un progetto ambizioso, nato con la presunzione di portare la fantascienza nel cinema italiano e di coniugarla con la comicità che contraddistingue i loro sketch. Una versione tricolore della trilogia del cornetto di Edgar Wright (qui citato in una sequenza), in cui però al gusto stilistico del regista britannico si sostituisce l’inesperienza di Francesco Ebbasta, all’anagrafe Capaldo. Se c’è infatti una parola capace di descrivere AFMV – Addio Fottuti Musi Verdi è senza dubbio inesperienza, se non addirittura inadeguatezza. Parole riconducibili ad una scrittura che non riesce a far girare una trama semplice e con uno spunto interessante (un precario trova lavoro nello spazio presso un’agenzia aliena), finendo per infarcire la sceneggiatura di situazioni e personaggi sbagliati portati in scena in modo quanto mai discutibile. Se la resa visiva del lato sci-fi del film è inevitabilmente mutilata dal budget ridotto, il resto sembra non fare eccezione: dalla fotografia di Francesco Di Giacomo, fino ad un montaggio sonoro che finisce per soffocare i tempi comici e creare non poca confusione durante la visione.

È un peccato, perché nei momenti in cui i The Jackal si limitano a replicare quanto fatto in passato riescono anche ad intrattenere, a strappare un sorriso capace di cancellare quell’imbarazzante gelo dovuto ai momenti in cui Roberto Zibetti porta in scena il suo Brandon. Sarebbero davvero molte le cose da dire sul bizzarro capo della razza aliena che assume il protagonista Ciro, ma probabilmente ci basta ergerlo a simbolo di un film incapace di riconoscere i propri limiti, di fare un passo indietro nel momento in cui è prossimo a spingersi in territori troppo vasti per un collettivo che deve ancora farsi le ossa. A poco serve Fabio Balsamo, in grado di reggere intere scene sulle proprie spalle, e il folle cameo di Gigi D’Alessio. Il risultato è l’ennesima conferma di un sistema produttivo fallace, quello che si impone di replicare un successo ottenuto su una piattaforma su un’altra, una diversa e complicata come quella cinematografica. Quella che sembra essere mancata ai The Jackal è l’esperienza per puntare ad una dimensione più adatta a loro, osando fin troppo e portando sullo schermo il loro (condivisibile) sogno.

Un’esperienza da dimenticare, che speriamo possa servire da lezione a Ciro e soci.

AFMV - Addio Fottuti Musi Verdi
5
AFMV - Addio Fottuti Musi Verdi
  • Voto
    5
Categorie
NewsRecensioni
Francesco Martino

Nato nel 1989 è studente di Giornalismo a Roma Tre. Ha collaborato con Prismo, Vice e Dude Mag. Scrive su Serial Minds e in edicola su Il Mucchio.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

ABOUT US

CONSIGLIATI

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua