Auguri per la tua morte

La recensione del nuovo horror della Blumhouse in sala da giovedì 9 novembre
Auguri per la tua morte

Giovedì 9 novembre in sala arrivano due horror; il primo è Addio fottuti musi verdi di Francesco Ebbasta (l’esordio al cinema dei The Jackal), il secondo è Auguri per la tua morte (Happy Death Day), diretto da Christopher B. Landon.

La protagonista è Jessica Rothe. Qualora non sappiate chi sia, andando su Imdb scoprirete che… era in La La Land di Damien Chazelle! Riguardate il video di Emma Stone che canta e balla Someone in the crowd assieme alle amiche dagli abiti colorati: Jessica Rothe è quella col vestito verde. I casi della vita, eh?

Auguri per la tua morte rielabora Ricomincio da capo con Bill Murray in chiave thriller-horror: non si rivive infatti più volte un giorno qualsiasi, ma il giorno della propria morte. Il giorno in cui Tree (Jessica Rothe) viene ammazzata da qualcuno di misterioso con indosso una maschera esteticamente discutibile. Tree però, la prima volta in cui assistiamo al giorno fatidico, si è ripresa da una sbronza e si comporta da stronzetta un po’ con tutti i personaggi coi quali interagisce… se l’è meritata la punizione? Sopravviverà? Tornerà tutto alla normalità oppure no? Lo scoprirete andando in sala.

Questo high concept movie, sappiatelo, arriva non da una casa di produzione qualsiasi, ma dalla Blumhouse Productions, che quest’anno ci ha regalato non uno ma due capolavoriSplit di M. Night Shyamalan e Scappa – Get Out di Jordan Peele. Auguri per la tua morte non è un capolavoro, ma è comunque una piccola perla che con un budget esiguo, 5 milioni di dollari, ne ha già portati a casa quasi 80.

Azzeccata, intanto, la scelta di casting della protagonista: oltre a essere bella, la Rothe è anche più che convincente. Lo script di Scott Lobdell (che viene dal mondo Marvel e X-Men) è solido, ed è un buon punto di forza a favore del film. Anzi, prodotti di questo tipo necessitano prima di tutto di una sceneggiatura convincente, e la più che sensata idea di adattare l’high-concept del giorno della marmotta in chiave horror, al femminile e per un pubblico non necessariamente di millennials si è rivelata ben congegnata.

In aggiunta a ciò, dura solo un’ora e mezza. Mai darlo per scontato di questi tempi. Evviva la Blumhouse!

P.S., il film dei The Jackal non è davvero un horror, ma potreste viverlo come tale…

Auguri per la tua morte
7
Auguri per la tua morte
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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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