Bentornato Presidente – La Recensione

La recensione del film diretto da Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, dal 28 Marzo nelle sale...

Nel 2018 Metti la nonna in freezer è stata una vera boccata d’aria per la commedia italiana. Lo stesso team creativo, con Fabio Bonifacci alla sceneggiatura (e Nicola Giuliano al soggetto) ma soprattutto Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi alla regia si riunisce per Bentornato Presidente. Il film, come è facilmente intuibile, è un sequel del film del 2013 con protagonista Claudio Bisio. Nelle sue nuove avventure, Peppino Garibaldi verrà trascinato non più (non solo, anzi) al Quirinale, ma anche a Palazzo Chigi.

Le due forze di maggioranza del Paese, capitanate da Teodoro Guerriero (Paolo Calabresi) e Danilo Stella (Guglielmo Poggi) non riescono a mettersi d’accordo sul nome del Presidente del Consiglio. Entrambi vorrebbero ricoprire la carica, ma alla fine si opterà per un premier terzo, un burattino da manovrare agilmente. Vi ricorda qualcosa?

Sì, Bentornato Presidente è un instant movie sull’attuale situazione politica del Paese, ma non temete: è l’anti-Natale a Cinque Stelle. Per intenderci, non sentirete nessuno dire “Occhio che chiamo Giorgetti”, tutt’al più riecheggerà l’urlo “MALEDETTIIII”.

Di questo secondo film di Fontana e Stasi si potrebbe rimanere a parlare per ore, scrivere saggetti su saggetti, ma lo spazio a disposizione è quello che è. Vi basterà sapere è che i due hanno confezionato probabilmente una delle migliori commedie italiane dell’anno. Il lavoro di direzione degli attori è ancora una volta encomiabile. Lo scorso anno eravamo tutti impazziti per la coppia Lucia Ocone-Marina Rocco, quest’anno lo faremo per Sarah Felberbaum: il modo in cui porge una battuta sulla scrivania di Einaudi vale da sola il prezzo del biglietto. Ci sono delle sequenze di montaggio degne eredi di Better Call Saul, la regia è dinamica e offre sempre soluzioni brillanti per mantenere alta l’attenzione dello spettatore. Il fatto che tutto questo vada a ibridarsi con gli stilemi della commedia all’italiana (non ci siamo ancora del tutto, ma siamo molto vicini) fa ben sperare per il futuro.

Attenzione: c’è una scena post-credit imperdibile. No, non si collega a Avengers: Endgame.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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