Bird Box

La recensione del horror prodotto da Netflix con protagonista Sandra Bullock
Bird Box

Non è un caso che un horror come Bird Box approdi su Netflix (e in una release limitata anche nei cinema americani) lo stesso anno in cui John Krasinski scrive e dirige il caso cinematografico A Quiet Place – Un posto tranquillo. Inutile negare che tra i due film ci sia più di qualche somiglianza, partendo da quella più ovvia: se nell’horror di Krasinski qualsiasi rumore o il solo parlare potevano costarti cara la vita, e quindi la famiglia protagonista ricorreva al mutismo, in Bird Box di Susanne Bier, creature invisibile – o comunque non meglio identificate – provocano psicosi e suicidi di massa, e l’unico modo per sopravvivere è restare al chiuso della propria dimora e non guardare mai all’esterno (e quindi ricorrere alla cecità).

Ritorna anche il tema della famiglia come movente di fondo della storia: se in A Quiet Place la forza della tematica risiedeva nella chimica e nella complicità della coppia (anche nella vita reale) Krasinski-Blunt, in Bird Box il tutto viene retto sulle spalle di Sandra Bullock assoluta protagonista della pellicola (nonostante l’horror di Netflix abbia anche altri nomi di peso nel cast, tra cui John Malkovich e Jacki Weaver), qui in veste di madre (un po’ per scelta e un po’ per caso) pronta a tutto pur di proteggere i suoi pargoli. Tolto il “Sandra Bullock Show”, Bird Box rimane un film piuttosto standard per il suo genere e per il suo voler intrattenere, con un’interessante scelta narrativa ma senza nessun approfondimento – nè psicologico dei personaggi, nè sull’evento scatenante che porta il caos sulla Terra – e tantomeno colpi di scena, se non il più abusato della storia del cinema verso il secondo atto.

A conti fatti Bird Box è piuttosto basilare, non fa neanche paura, ed è solo un spot promozionale (ben girato) per la Bullock.

Bird Box
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Bird Box
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Davide Merola

Classe '95. Affamato più di serie tv, ma costantemente perso tra i film anni '80 e quelli del Sundance. Ce la mette tutta per sembrare serio.
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