Brutti e Cattivi

L'esordio alla regia dello scenografo Cosimo Gomez con Claudio Santamaria e Marco D'Amore
Brutti e cattivi

Dopo essere stato presentato nel Concorso Orizzonti dell’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, si appresta a fare il suo esordio in sala Brutti e Cattivi, opera prima dello scenografo Cosimo Gomez. Protagonisti del film sono: Claudio SantamariaMarco D’AmoreSara Serraiocco.

Per intenderci, è il film per il quale Santamaria andò a ritirare il David di Donatello per Jeeg con una capigliatura e una pelata più che discutibili.

Brutti e Cattivi, c’è da dirlo, è una proposta di film invero bizzarra, a volte eccessivamente sopra le righe. Eppure, in questo periodo storico per il cinema italiano di mescolanza di generi e catastrofici incassi al box-office, bisogna quantomeno provare a essere buoni e indulgenti, soprattutto per i giovani e gli esordienti di ogni età. Ecco che, allora, bisogna riportare i punti di forza innegabili del film, dei quali non si può non fare menzione.

Il primo è che c’è un lavoro sui corpi degli attori encomiabile, approccio piuttosto raro per il cinema italiano contemporaneo: trucco e trasformazioni fisiche volte all’imbruttimentoarti mancanti (per alcuni dalla nascita, per altri…), tatuaggi, capelli rasta. A ciò, si aggiunge l’apporto del reparto costumi: sono sempre coloratisfavillantifantasiosi. Tutto questo contribuisce a creare dei personaggi iconici, ben scolpiti e lavorati: il Papero, il Merda, il Plissè e tanti altri. Santamaria e soprattutto D’Amore devono essersi divertiti come pazzi durante le riprese.

I problemi di Brutti e Cattivi risiedono tutti a livello di scrittura: alcuni sviluppi della trama sono parecchio inverosimili, e il tono sopra le righe non è d’aiuto. Dura troppo poco per quanto è buono il lavoro svolto sui personaggi: un’ora e mezza con una trametta così esile non rende giustizia, ci vorrebbe una serie tv di dieci puntate da mezz’ora l’una.

Piccolo cult mancato. Ma, in ogni caso, è sempre meglio avercene di film come questo.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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