Bumblebee

La recensione del film diretto da Travis Knight, prequel/spin-off della saga di Transformers
Bumblebee

Avevano proprio ragione le recensioni statunitensi arrivate online qualche giorno fa. Bumblebee è un piccolo gioiellino di avventura, azione e ironia, gli ingredienti squisitamente 80’s/90’s che hanno posto le basi per il genere family-friendly odierno. Un genere che, se da una parte puzza di nostalgico e di scopiazzato, dall’altra continua ad accaparrare consensi (Stranger Things vi dice nulla?).

La forza del film diretto da Travis Knight si trova in alcuni elementi: per prima cosa, come dicevamo, ha la stessa struttura delle pellicole della nostra infanzia (la ragazzina sfigata che viene catapultata in un’avventura travolgente, con vaghi rimandi ad E.T.), un’ironia scanzonata adatta a tutta la famiglia (del resto Knight, stando alle voci, dovrebbe essere il nuovo regista di Guardiani della Galassia Vol.3) e, cosa più importante, si regge benissimo da solo senza l’ausilio della saga madre.

Bumblebee infatti può essere visto tranquillamente senza sapere nulla del franchise di Transformers, quindi non scoraggiatevi se vi siete persi qualche pezzo per strada. Ovviamente i fan apprezzeranno di più le brevi apparizioni di Optimus Prime e capiranno meglio la scena in cui il protagonista perde la voce, ma sono tutte sciocchezze di cui lo spettatore novello può fare a meno.

La chimica che si crea tra Charlie (Hailee Steinfeld) e l’Autobot ricognitore è di una tenerezza assoluta, tanto da commuovere. I cattivi sono pieni di cliché ma in questo contesto così old-style e avvincente fa quasi piacere vedere ruoli ben definiti, senza stare troppo dietro alle psicologie. Anche l’intervento della strampalata famiglia della protagonista è un espediente visto e rivisto nei film di 30 anni fa. Ma non si può fare a meno di apprezzare tutte le citazioni e i rimandi. Le musiche poi, manco a dirlo, sono dei capolavori storici e non faranno che accrescere l’empatia di chi guarda. Con gli anni 80 si vince sempre un po’ facile.

Una splendida sorpresa.

7
  • Voto
    7
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Claudia Bighi

Attrice e autrice, scrive per sdrammatizzare. Dal 1990 abusa di pasticche di Cinema ma rifiuta il rehab.
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