Codice criminale

La recensione del film con Michael Fassbender dal 29/06 al cinema
Codice criminale

Diretto dall’esordiente Adam Smith e con le musiche dei Chemical Brothers, arriva in Italia Codice criminale (titolo originale Trespass Against Us). Siamo alla fine di giugno, le spiagge si riempiono e le sale si svuotano. Per chi resta in città e vuole infilarsi in un cinema e usufruire -sperano che ci sia- dell’aria condizionata, le opzioni non sono granché allettanti.

In attesa di Spiderman: Homecoming, o ti propongono i Transformers o film a basso budget con una star di richiamo. Qualche settimana fa ci avevano provato con Keanu Reeves in un fiacchissimo thriller legale (Una doppia verità), stavolta tocca a Michael Fassbender. Codice criminale in Italia viene venduto come un poliziesco sporco, di quelli beceri di quartultima categoria. Buttando un’occhiata al poster si legge: “Senza leggi. Senza regole. Senza limiti”. E con questa lezione di marketing si capisce ancora di più perché le sale si svuotano.

A voler essere onesti, tuttavia, Codice criminale è molto meno peggio di quel che potrebbe sembrare. La storia ruota attorno a Chad (Fassbender) e al suo turbolento rapporto con l’onnipresente padre Colby (Brendan Gleeson); la loro famiglia, i Cutler, vive da sempre ai margini della società, letteralmente e metaforicamente: abitano dentro delle roulotte nelle campagne del Gloucestershire e vivono di rapine, inseguimenti d’auto e insulti alle forze dell’ordine. Chad, però, potrebbe a un certo punto stancarsi di questo tenore di vita, prendere moglie e figli e andare via: il piano, ovviamente, non sarà facile.

Il film è più una sorta di Captain Fantastic rovesciato: se lì il capofamiglia Viggo Mortensen insegnava ai figli matematica, filosofia, letteratura, qui il Colby di Brendan Gleeson dice ai nipoti che la terra è piatta, e che a scuola non serve mica andare. In aggiunta al conflittuale rapporto padre-figlio-nipote, c’è naturalmente la cornice criminale. Gli inseguimenti in auto non sono niente male, da quello nelle campagna con cui si apre il film a quello con una macchina tutta pittata di giallo fra strade, stradine e dito medio ai poliziotti.

Per il periodo in cui esce e per come provano e vendercelo, Codice criminale poteva essere molto, molto peggio.

Codice Criminale
6
Codice Criminale
  • voto
    6
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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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