Collateral Beauty

Howard è un uomo distrutto da un dolore insuperabile: riusciranno tempo, amore e morte a risolvere il suo problema?
Collateral Beauty

Qualcuno salvi Will Smith. Da anni l’ex principe di Bel Air, divenuto una vera e propria icona degli anni novanta, è intrappolato in una spirale del tempo. A partire da La ricerca della felicità l’attore ha incasellato una serie di ruoli più o meno indistinguibili l’uno dall’altro: c’è sempre un padre e una figlia, o un figlio  (vivo o morto non importa) con Smith nell’eterna parte del papà d’America. Il film di David Frankel, che ha firmato commedie per il grande pubblico come Il Diavolo Veste Prada e Io&Marley, è un disastro che ha come effetto collaterale quello di avere dalla sua un cast di superstar. La storia di Howard, un pubblicitario che non riesce a superare la perdita della figlia scomparsa in tenera età, va a intrecciarsi a quella di tre concetti cari al protagonista. Tempo, amore e morte: tre cose che secondo il regista mettono in contatto ogni singolo essere umano sulla terra. Da qui, complice una cornice natalizia che ne fa il film delle feste a scoppio ritardato, si assiste a una sorta di Canto di Natale Dickensiano in cui i protagonisti impareranno a risolvere degli elementi rimasti in sospeso nelle loro vite.

La sceneggiatura appoggia molti dei suoi snodi incerti e al limite del ridicolo addosso ai propri interpreti, che vengono schiacciati da un film che cerca in ogni modo di essere ricattatorio nei confronti dello spettatore. Si cerca la lacrima, la commozione forzata che diventa una tortura per il pubblico che riesce a riconoscere l’inganno. Persino il concetto del titolo, oltre agli improbabili twist narrativi, risulta poco messo a fuoco e lascia qualche dubbio al momento della sua rivelazione. Una confezione semplice, che avrebbe potuto fare molto di più con i grandi nomi che si trovano al suo interno (del calibro di Edward Norton, Kate Winslet, Hellen Mirren, Keira Knightley). Collateral Beauty non si accontenta di essere semplice, azzarda una trama che messa nera su bianco risulta incredibilmente ridicola (nonostante il film sorprenda in più punti grazie ai dietrofront della storia). Per chi cerca un po’ di magia, l’unica cosa che potrebbe sostenere un disastro del genere, ma non la bellezza. Un pezzo di vetro fatto passare per diamante.

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