Crawl – Intrappolati – La Recensione

La recensione dell'horror con Kaya Scodelario prodotto da Sam Raimi in sala dal 15 agosto ...
Crawl - Intrappolati

Esattamente un anno fa, parlando di Shark con Jason Statham, ci eravamo lasciati con un interrogativo: che cosa si sarebbe inventato il film con gli squali dell’estate 2019. Ebbene, mentre Statham fa a cazzotti con The Rock in Hobbs&Shaw, la risposta al nostro interrogativo arriva da Sam Raimi, qui in veste di produttore: nessun film con gli squali. In Crawl la protagonista (Kaya Scodelario) dovrà difendersi… dai coccodrilli.

Sì, avete capito bene e no, non pensateci neanche lontanamente a fischiettare la canzoncina per bambini: il tono del film è diametralmente opposto. È giusto tuttavia che sappiate che nei titoli di coda un’allegra canzone sugli alligatori c’è: non è italiana ma è comunque piuttosto famosa.

Qual è il concept dietro Crawl? La protagonista, Haley, rimane intrappolata nella cantina allagata della casa del padre -ferito- nel bel mezzo di un’alluvione senza alcuna possibilità di aiuto esterno. Tutto questo con uno, due, tre e più coccodrilli. Il film ci mette al corrente fin dall’inizio di un’informazione tanto scaltra per la credibilità della storia quanto anche piuttosto scontata: Haley pratica nuoto fin da quando era bambina, ed è ovviamente molto brava.

Crawl ha due anime. La prima, piuttosto riuscita, è quella del genere: le sequenze horror coi coccodrilli sono ben girate. Il suspense arriva al momento giusto, i jump-scare sono efficaci. Perfino la CGI degli alligatori è credibile. La seconda anima, più debole, riguarda il conflitto personale fra la protagonista e il padre. Si cerca giustamente di dare una cornice sentimentale per far appassionare lo spettatore, che regge in parte: i dialoghi sono troppo spesso frasi da cioccolatino. È chiaro che un film coi coccodrilli non deve avere la raffinatezza di una commedia di Billy Wilder, ma talvolta è proprio l’utilizzo della scrittura e dei dialoghi che segna la forza anche di un B-Movie. Anche il non utilizzo dei dialoghi, se pensate ad A Quiet Place. Ciononostante, Crawl merita comunque di essere visto.

Il film è diretto da Alexandre Aja (Le colline hanno gli occhi) e a fronte di un budget di 13 milioni ne ha già incassati 40 in tutto il mondo. Non è tanto, ma è un dato comunque da non sottovalutare: chissà se a agosto 2020 saremo qui a parlare di squali, coccodrilli o governi a trazione padana…

Categorie
NewsRecensioni
Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

ABOUT US

CONSIGLIATI

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua