Creed

Ryan Coogler stravolge il franchise di Rocky rimanendogli fedele
sylvester stallone

C’era un alone di scetticismo intorno a Creed, un progetto visto da molti come un tentativo di riportare al cinema un franchise finito come quello di Rocky, trascinatosi stancamente fino al sesto capitolo ed ancora sulle spalle di un Sylvester Stallone ormai quasi anacronistico nei panni del pugile italo-americano. Ecco, lo scetticismo è stato spazzato via da un ciclone chiamato Ryan Coogler, regista americano classe ’86 conosciuto per il suo esordio Prossima fermata Fruitvale Statione qui davanti ad una prova complicata, difficile per molti, se non per tutti. Perché quando si mettono la mani su un franchise sacro come Rocky i rischi sono tanti, e ci si può ritrovare in poco tempo con un film senza personalità e pieno di scialbi tributi. Creed però non è assolutamente questo, ma è una pellicola vera e reale, che gioca con il mito di Rocky rendendolo credibile, capendo che il personaggio di Stallone non è un supereroe, ma è un uomo qualunque, che lavora nel proprio ristorante e scarica le casse di pomodori. È una leggenda vivente che cammina per le strade di Filadelfia, ma che come ogni mortale soffre e si ammala.

Michael B. Jordan, dal canto suo, continua a confermarsi come uno dei nomi più promettenti del cinema americano (Fantastic 4 è storia vecchia), portando sullo schermo tutto il suo carisma e i suoi muscoli, il sangue di Adonis e l’occhio che si gonfia nell’ultimo incontro del film. Un’interpretazione che restituisce tutta la rabbia e la voglia di riscatto del personaggio, gonfio di orgoglio per il cognome che porta ma terrorizzato dall’idea di usarlo.

Coogler unisce i luoghi storici della saga alla realtà di Filadelfia, giocando con il mito e fondendole fino al punto che i match di Rocky ed Apollo sono su Youtube, come se fossero davvero qui con noi. Ci restituisce in maniera eccellente gli incontri sul ring e riesce a toccare le corde giuste nei momenti più adatti. Creed poteva essere davvero tante cose, da uno scialbo spin-off fino ad un banale tributo, ma in pochi si sarebbero aspettati un’opera così matura, rispettosa della saga di cui fa parte, ma al tempo stesso capace di vivere brillantemente di vita propria.

Creed
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Francesco Martino

Scrivo di cinema e faccio le pubblicità.
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