El Camino: Il film di Breaking Bad – La Recensione

La recensione di El Camino: Il film di Breaking Bad, il film sequel della serie cult, da oggi disponibile su Netflix...
El Camino

Non era necessario, eppure volevamo tutti sapere come continuasse quella storia. Anche Vince Gilligan e Aaron Paul lo volevano, e tutta la famiglia di Breaking Bad ovviamente. E allora eccoci qui, a sei anni dalla fine della messa in onda di una fra le serie più importanti e conosciute della televisione, a vedere cosa succede a Jesse Pinkman mentre vola via sulla sua El Camino, sfrecciando lontano sulla strada e lasciandosi il passato alle spalle.

È un film che poteva essere fatto soltanto in un modo: sfruttando la nostalgia dei fan. E così è stato. Sin dai primi minuti di questo sequel, Vince Gilligan gioca coi sentimenti proponendoci momenti della storia di Breaking Bad che non erano mai passati davanti ai nostri occhi durante la serie. C’è spazio per tutti in questi flashback: da Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), passando per Jane (Krysten Ritter) fino all’immancabile Walter White (Bryan Cranston) in una scena che urla fan service da tutti gli angoli (manca, purtroppo Bob Odenkirk con il suo Saul). E sono momenti che funzionano tutti, questi dei flashback, soprattutto quelli con Todd (Jesse Plemons). Invece quando torniamo al presente, alla “grande fuga” di Pinkman, il ritmo rallenta troppo e le due ore del film iniziano a sentirsi tutte. Certo, ci pensa l’incursione comica di Skinny Pete e Badger all’inizio a rilassare i toni, insieme anche al vecchio Joe (Larry Hankin), lo sfasciacarrozze che aiutandoli a liberarsi della El Camino richiamerà un iconico e divertente momento della serie, quello del “Yeah, bitch! Magnets!”, ma oltre questo, chi si aspettava una corsa al cardiopalma (plausibile considerando com’era finito Breaking Bad) avrà in cambio il viaggio introspettivo, l’ultimo (metaforico e letterale), di Jesse Pinkman. Un viaggio che ha un paio di echi di alcuni altri grandi momenti della serie, ma quest’aria nostalgica e malinconica diventa così troppo asfissiante.

Vince Gilligan ci aveva già dato una chiusura, ma con El Camino decide di aggiungerne una ulteriore, usando tutto quello che probabilmente voleva già dire con Breaking Bad, ma non ne aveva avuto il tempo. Chiude così per sempre anche la storia di Jesse, con un Aaron Paul in formissima e divertito nel ritornare nei panni del personaggio per cui verrà ricordati ai posteri. Oltre al ricordo di tutto quello che è stata la storia della serie che vive sulle cicatrici che si porterà per sempre addosso il nostro Jesse Pinkman, El Camino: il film di Breaking Bad non ingrana mai, decidendo di rimanere su una storia semplice e giusta per i fan, ma che finisce per diventare piatta. Certo è vero che alla fine se questo film non si fosse fatto, forse saremmo ancora qui a chiederci cosa starebbe facendo Pinkman in questo momento, quindi grazie a Vince Gilligan per averci fatto questo regalo.

Firmato: un fan di Breaking Bad.

Categorie
NewsRecensioni
Davide Merola

Classe '95. Affamato più di serie tv, ma costantemente perso tra i film anni '80 e quelli del Sundance. Ce la mette tutta per sembrare serio.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

ABOUT US

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua