Ennio Morricone smentisce: “Mai dato del cretino a Tarantino, intervista inventata”

E procede per vie legali!
ennio morricone

Ennio Morricone nega categoricamente tutta la sedicente intervista rilasciata all’edizione tedesca di Playboy. In essa, il compositore Premio Oscar, aveva dato a Quentin Tarantino del “cretino e privo di idee”. Una notizia che subito ha sconvolto il web e che era risultata paradossale, visto che proprio grazie al cineasta americano Morricone ottenne l’Academy Awards per The Hateful Eight, 10 anni dopo quello onorario.

Il compositore ha così commentato la vicenda a Repubblica:

“Darò mandato ai miei avvocati di denunciare la rivista e il giornalista di cui ignoro nome e volto. Mai incontrato. Sono fuori di me, non capisco come certe cose possano accadere nel giornalismo. Stamattina mi ha chiamato per informarmi di questa vicenda il mio amico Giuseppe Tornatore, ma sono letteralmente caduto dalle nuvole”.

A onor del vero, Morricone parlò di Tarantino in Ennio, un maestro. Conversazione (HarperCollins Italia), il libro scritto insieme a Giuseppe Tornatore, in cui i due Premi Oscar si confrontano con aneddoti e pensieri. Morricone disse che il regista statunitense lo contattò per aiutarlo nella Colonna Sonora di Bastardi Senza Gloria ma che fu costretto a rifiutare per altri impegni. La perplessità rimaneva nel modus operandi di Tarantino, accusato di preferire musiche preesistenti prese di qua e di là senza preoccuparsi della coerenza musicale del film.

E poi, il momento di The Hateful Eight, e i retroscena riguardo alla canzone cantata da Elisa, poi usata in Django Unchained: “Lui (The Hateful Eight, ndr) lo chiamava western, ma per me non era un western, era un film d’avventura collocato nella storia americana. (…) Con lui in precedenza mi era capitata una strana cosa, scrissi una canzone che Quentin ascoltò. Gli piacque moltissimo e la mise sul film. Ma era solo un provino, Elisa l’aveva provata prima di registrare il disco vero, ma lui la mise sul film così. Intendiamoci, a Tarantino non voglio fare nessuna predica. Mi è simpatico e gli sono grato dei tanti complimenti che mi ha dedicato. Però è preoccupante che metta sul film una versione così provvisoria di una canzone suonata solo al pianoforte”.

Insomma, siamo ben lontani dagli insulti espressi dal Playboy tedesco.

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Claudia Bighi

Redattrice, Ufficio Stampa e Gestione Social per ATL, su cui scrive e sdrammatizza. Abusa di pasticche di Cinema ma ha sempre rifiutato il rehab.
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