Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse

La nostra recensione del film diretto da Hugo Gélin con Omar Sy e Gloria Colston
Famiglia all'improvviso

Non è bastato il sorrisone di Omar Sy a far decollare questo remake francese del messicano No Se Aceptan Devoluciones. Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse è un’accozzaglia di generi, di svolte di trama inaspettate e senza senso. Certo, le risate non mancano, ma lo straniamento dello spettatore che parte immerso in un incipit demenziale e si ritrova a strapparsi i capelli in un drammone famigliare alla Gabriele Muccino, ha abbassato di gran lunga la qualità della pellicola diretta da Hugo Gélin.

Samuel è un giovane scapolone che vive e lavora sulla Costa Azzurra, tra bella vita e interessanti turiste. Una mattina gli fa visita Kristin (Clémence Poésy), ex fiamma e a quanto pare madre di sua figlia. La donna non si sente pronta ad affrontare la maternità, lascia a Samuel la neonata e fugge a Londra. L’uomo, allora, la rincorre nella capitale inglese, senza successo. Sarà comunque la svolta: incontrerà Bernie (Antoine Bertrand), un agente gay, che lo aiuterà ad affrontare la paternità e soprattutto gli offrirà lavoro come stuntman in alcune produzioni televisive e cinematografiche. Samuel diventerà adulto grazie alla presenza della sua piccola Gloria (Gloria Colston), con la quale instaurerà uno splendido rapporto in simbiosi. Ma la dura realtà è dietro l’angolo…

Paradossalmente, il problema di Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse sta proprio nella presenza della commedia. Se avesse mantenuto un tono verité sin dall’inizio, di certo la trama sarebbe andata liscia come l’olio senza dover forzare la mano verso il patetico o verso il consueto filone della tragedia del nucleo famigliare. Ok, non volevamo qualcosa alla stregua del Nanni Moretti anni 2000, ma certamente una coerenza interna più incisiva. Il colpo di scena – sì, c’è un colpo di scena – commuove, non per la soluzione della storia, bensì per un paraculo accostamento di parole ed immagini scopiazzato un po’ dal The Tree of Life di Terrence Malick.

Adorabile, comunque, la piccola Gloria Colston, molto espressiva e divertente nel suo bilinguismo da manuale. Un nì per tutto il resto, che riesce tuttavia a strapparci un’allegra sufficienza. Ringraziate il nostro istinto materno.

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    6
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Claudia Bighi

Redattrice, Ufficio Stampa e Gestione Social per ATL, su cui scrive e sdrammatizza. Dal 1990 abusa di pasticche di Cinema ma ha sempre rifiutato il rehab.
Un Commento
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    paolo
    22 Aprile 2017 at 11:36
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    Intelligente e bellissima recensione.Ho visto il film e ho trovato giusto quello scritto.Bravq

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