Glass

La recensione del terzo capitolo della trilogia di Unbreakable e Split
Glass

Se anche voi avete smascellato nel finale di Split all’apparizione di Bruce Willis allora è molto probabile che abbiate atteso Glass con grande curiosità. Con quel finale, M. Night Shyamalan ha creato un micro universo cinematografico all’interno della sua filmografia, andando a includere anche Unbreakable. Nel film del 2000 si raccontava di David Dunn (Bruce Willis), uomo comune dal superpotere più invidiabile di tutti: l’essere -letteralmente- indistruttibile. Punto debole: l’acqua. La sua nemesi era Elijah Price (Samuel L. Jackson), un uomo in sedia a rotelle dalla mente -criminale- straordinaria e dal corpo fragilissimo: non a caso è soprannominato l’uomo di vetro; da qui il titolo di questo film.

David Dunn arrivava nel finale di Split, dove James McAvoy interpretava Kevin Crumb, afflitto da disturbo dissociativo della personalità, e di personalità dentro di lui ne albergano ben 23 (più una, La Bestia). Glass mette assieme questi tre personaggi. Le potenzialità narrative erano pressoché illimitate. Shyamalan tuttavia ha deciso di rinchiudere i tre personaggi in un ospedale psichiatrico e fare un film di decorstruzione in cui non succede praticamente nulla, fino a un finale aberrante. È un film ucciso dall’anticlimax.

Chi vi scrive, in seguito alla visione, si è domandato in più occasioni a che film potesse essere paragonato Glass. Siamo molto (ma molto) lontani da Marvel e DC. Si potrebbe pensare a Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, ma la risposta più corretta è molto probabilmente un’altra…

C’è un uomo brillante su una sedia a rotelle in una casa di cura. Presto lo seguiranno due suoi amici: uno, attempato, si aggira triste per le strade della città in cerca di una qualche missione. L’altro è decisamente più attivo, ma volente o nolente anche lui si troverà a finire nella stessa struttura. Una volta riuniti, i tre prenderanno progressivamente possesso della struttura fino ad arrivare a fare i loro comodi, spesso a danno degli altri. Glass è Amici Miei Atto III di Nanni Loy, meno le gag.

Peccato che alla fine non arrivi il Sassaroli a rilevare la struttura, ma si scopra qualcosa in più sul personaggio di Sarah Paulson e sulle sue reali intenzioni.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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