Green Book

La recensione del film rivelazione dell'ultimo anno cinematografico, con Viggo Mortensen e Mahershala Ali. Dal 31 gennaio nelle nostre sale
green book

Nella New York City degli anni Sessanta, il Green Book era una particolare guida per automobilisti afroamericani: segnalava le strade da percorrere, i motel dove soggiornare, i ristori dove fare tappa, non a scopo di utilità, ma con presupposti fortemente discriminatori. Così, molto spesso, chi disponeva di risorse economiche adeguate, si affidava a un autista bianco per evitare problemi e accorciare i tempi.

Basato su una emozionante storia vera, Green Book racconta appunto dell’incontro tra Tony Lip, buttafuori e autista italo americano di Copacabana, e Donald Shirley, colto e raffinato musicista afroamericano impegnato in un tour attraverso il profondo Sud degli Stati Uniti, dove il razzismo serpeggia tutt’ora come una malattia.

Con 3 Golden Globes già conquistati, 5 nomination ai prossimi Oscar 2019 e altre 4 ai BTFA, la nuova pellicola di Peter Farrelly, già regista di Tutti pazzi per Mary e Scemo & più Scemo, rappresenta la vera rivelazione di questo ultimo anno cinematografico, che celebrerà la sua chiusura il prossimo 25 febbraio con la notte della Academy, e speriamo possa riservarci qualche sorpresa inaspettata.

Perché Green Book ne merita ancora, di riconoscimenti. Per la sua perfetta fusione tra commedia e dramma umano; per la straordinaria interazione, carica di un significato ancora tremendamente attuale, costruita con grande talento dai due protagonisti Viggo Mortensen – senza dubbio all’apice della sua carriera – e Mahershala Ali, volto manifesto della nuova generazione di attori afroamericani che sta conquistando Hollywood in questi ultimi anni; per la solidità di un progetto scritto e diretto con grande coraggio.

Tra momenti esilaranti, emozioni dense e riflessioni mai scontate, affrontiamo insieme a questa bizzarra coppia di viaggiatori un percorso al tempo stesso fisico e metaforico, arrivando all’essenza di un dibattito che sradica le posizioni e le consuetudini di entrambe le parti, neri e bianchi, attraverso la reciproca comprensione. Uno di quei film che ti si appiccicano addosso e che vorresti vedere ancora per tante ore.

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Martina Amantis

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