Hereditary – Le radici del male

La nostra recensione di Hereditary - Le radici del male, l'horror che ha terrorizzato il Sundance Film Festival 2018
hereditary

Negli ultimi anni l’horror è riuscito a riscattarsi grazie a pellicole di qualità che hanno portato in auge l’autorialità  di questo genere cinematografico, attirando l’attenzione di quella parte della critica che lo ha sempre relegato all’interno del cinema di consumo. Basti guardare agli Oscar, dove a racimolare i premi più importanti sono i film drammatici, storici e biografici, mentre quelli dell’orrore devono accontentarsi di menzioni nelle categorie tecniche.

Una delle rare occasioni in cui l’Academy ha deciso di premiare un film di tale genere è rappresentato da Get Out, il film diretto da Jordan Peele che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica nel 2017, la cui ascesa si è conclusa, appunto, con 4 nomination nelle categorie principali.

Quest’anno, un’altra pellicola pronta a seguire le stesse orme è Hereditary, divenuto un vero e proprio caso al Sundance Film Festival 2018. Al centro della storia vi è la famiglia Graham, vittima di episodi sinistri dopo la morte della nonna Ellen, intorno alla cui figura ruotano oscuri e terrificanti segreti.

Il regista Aster prende quel nucleo sociale simbolo di sicurezza e affetto, ossia la famiglia, e lo trasforma in qualcosa di perturbante. Hereditary riesce a distinguersi dagli altri horror perché evita le solite (e direi facili) forme dei jumpcuts, fine a se stesse e di breve intensità, per colpire più a fondo la psiche dello spettatore, rendendo situazioni a lui note oscure e imperscrutabili. Una semplice scatola contenente gli oggetti della nonna defunta diventa un qualcosa di funesto, un involucro che racchiude il male assoluto. Una semplice festa suscita uno strano senso di pericolo, che qualcosa di brutto sta per accadere.

Insieme a questi elementi il regista mescola il satanismo e l’instabilità mentale, due fenomeni accomunati dalla perdita del controllo, che portano la famiglia Graham a vivere in balia del caso, provocando le reazioni più istintive dei suoi protagonisti. Forse, l’aspetto più spaventoso del film.

Hereditary è un film ben costruito, in cui è visibile uno stile e un’idea registica, basate sull’ottima costruzione dei tempi di attesa e svelamento, sull’utilizzo dei campi lunghi e delle panoramiche, insieme a un impiego della musica che sa rispettare i momenti di silenzio.

Un horror che colpisce più la ragione che la sfera emotiva, che infonde un senso di inquietudine anche dopo essere usciti dalla sala.

Hereditary - Le radici del male
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