I 10 migliori omaggi ed easter eggs del cinema

Tra citazioni, omaggi ed easter eggs il mondo del cinema trova sempre un motivo in più per farci emozionare e sorprendere. Ecco la nostra personale classifica
Easter Eggs

Avete presente Cerebro, l’immenso impianto che permette al Professor X di rintracciare ogni singolo mutante e mettersi in contatto telepaticamente con lui? Beh, il cinema è un po’ come Cerebro. Succede spesso che un film nasconda in sé tanti piccoli collegamenti, fili conduttori più o meno invisibili che permettono di metterci in contatto con un altro film. Insomma anche noi, chiusi nella nostra stanza, o avvolti dal buio della sala cinematografica, diventiamo nel nostro piccolo tanti Charles Xavier. Spesso questi collegamenti vengono denominati anche Easter Eggs, “uova di Pasqua,” perché attraverso di esse i registi nascondono delle vere e proprie chicche, sorprendendo lo spettatore più attento con richiami e omaggi ad altre pellicole, a volte del tutto inaspettati.

Quali sono allora i migliori easter eggs della storia del cinema contemporaneo? Rispondiamo a tale amletico quesito andando alla scoperta di questo mondo nascosto, in questa caccia al tesoro cinefila, proponendovi quelli che per noi sono le 10 migliori citazioni che il cinema ci ha regalato, tra casi più o meno noti.

  1. The Departed

Forse molti di voi avranno già notato questo dettaglio: nelle scene immediatamente precedenti la morte di un personaggio, appaiono delle X accanto a lui. Segno premonitore, celato spoiler per lo spettatore comune; ma per un cinefilo amante del cinema classico non può non trattarsi che di un chiaro omaggio di Scorsese allo “Scarface” di Howard Hawks (1932). A far da sfondo ai titoli di testa del film del ’32 è infatti una X, la stessa che ritroviamo scalfita sulla guancia sinistra del protagonista. Ma essa indica anche qualcos’ altro: ogni qualvolta che viene commesso un assassinio, quasi sempre per mano di Camonte, la X marchia la scena divenendo un chiaro presagio di morte. Proprio come nel film di Scorsese.

departed-xmarks                                      scarface-egg

  1. Toy Story

Riuscire a elencare in un solo articolo tutti gli omaggi ai grandi maestri del cinema con cui il mondo Disney arricchisce le proprie opere è praticamente impossibile. Tra i tanti abbiamo deciso di premiare Toy Story e i suoi continui riferimenti a “Shining” di Stanley Kubrick: il motivo del pavimento della casa di Sid, la telecamera chiamata Overlook R237 (dove Overlook è un chiaro riferimento all’albergo in cui giunge la famiglia Torrence, mentre R237 sta per “room 237”, ovvero la stanza dei Torrence) e il camion della spazzatura con la targa che fa di nuovo riferimento alla Room 237 del film: tutto è un chiaro omaggio a Kubrick e al suo capolavoro dove l’eroe è il piccolo Danny: un bambino che, se nato sedici anni più tardi, avrebbe fatto parte di quel target spettatoriale a cui il capolavoro Disney era destinato. Woody e Buzz si ritrovano dopotutto prigionieri in una sorta di incubo, non lontano da quello che il piccolo Danny vive nel film del 1980. Scegliere quei dettagli e quegli oggetti come collegamenti ipertestuali non deve essere stata di certo  una scelta causale per il regista John Lasseter.

room-237 Truck toy story shining

  1. Arancia Meccanica

Solo i grandi geni possono permettersi il lusso di citare se stessi senza cadere nella facile trappola dell’autocelebrazione megalomane. Sono artisti che hanno lasciato un’impronta talmente indelebile nel mondo del cinema da divenire loro stessi storia. Citare se stessi significa citare semplicemente la storia. Stanley Kubrick è entrato di diritto in questo gruppo ristretto di menti sopraffine e geniali, tanto da arrivare a citare sottilmente e in maniera quasi celata, in uno dei suoi capolavori, un’altra sua opera immortale. Se guardiamo attentamente la scena al negozio di dischi di “Arancia Meccanica,” vedremo comparire tra i tanti vinili, quello della colonna sonora di “2001: Odissea nello Spazio.”

2001 a space odissey

  1. Captain America

Ezechiele 25,17. Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi.”. Sfidiamo chiunque a leggere questa citazione e a non pensare a Samuel L. Jackson (o al suo doppiatore italiano, Luca Ward) che, nei panni di Jules Winnfield, con una pistola in mano decanta i versi biblici del tutto inventati da Quentin Tarantino in “Pulp Fiction.” Basta questo per comprendere l’immane influenza che il capolavoro di Tarantino e la potenza della sua sceneggiatura ha giocato sulla mente dello spettatore, tanto da manipolarla e farle credere autentico un passaggio del tutto frutto del suo genio. Una sacralità che molti hanno deciso di incidere sulle proprie tombe. Un po’ come fatto da Nick Fury in “Captain America,” sulla cui tomba fittizia compare proprio tale citazione. Ma guarda a volte il caso, perchè  a interpretare Nick Fury è proprio Samuel L. Jakcson! Una coincidenza? Chiedetelo a Ezechiel

 

Nick Fury's grave

 

 

 

 

 

 

 

    5. Fight Club

Forse una delle bellezze che rende l’opera di David Fincher un caplavoro dal tasso di genialità estremamente elevato è il numero di easter eggs e perle cinematografiche che costellano l’opera. Al di là della ben nota presenza del marchio Starbucks in ogni singola inquadratura, c’è un dettaglio che farà la gioia di molti cinefili. Osservate attentamente il numero di telefono di Marla Singer: ebbene è lo stesso del personaggio di Teddy in “Memento” di Christopher Nolan. Non è finita qui però. Già, perchè nell’era della crisi, del riciclaggio e del “tutto si crea ma nulla si distrugge, al massimo si riutilizza”, David Fincher ha avuto la brillante idea di dare una seconda vita al respiro condensato di Leonardo Di Caprio in “Titanic,” infondendolo al personaggio di Edward Norton nella scena della grotta.

Marla's Number

 

  1. Zootropolis

Se avete amato alla follia la serie TV “Breaking Bad,” siamo sicuri che vi sarete gasati di brutto quando in “Zootropolis” sono comparsi i due protagonisti in scena. Fedeli alla tradizione disneyiana di omaggiare, in maniera più o meno esplicita, i grandi classici dell’arte in tutte le sue forme, ecco che i due chimici si tramutano in chiari omaggi alla serie di Gilligan: dal look al colore della sostanza prodotta dal caprone Doug – blu proprio come la metanfetamina prodotta da Walter White, – quando si parla di sintetizzare sostanze dando vita al miglior prodotto in circolazione, non ci si può esimere dal tirare in ballo la serie cult con protagonisti Bryan Cranston e Aaron Paul. Alle orecchie dei più attenti, inoltre, non possono essere di certo sfuggiti i nomi delle due pecore assistenti: Jesse e Walter, vera e propria ciliegina sulla torta di un omaggio a dir poco perfetto.

1 omaggio-a-breaking-bad

  1. Fargo

Quando un regista vive di cinema è innegabile che riempia le proprie opere di veri e propri omaggi a quel mondo che tanto gli ha dato. È quanto fatto dai fratelli Coen nel corso della loro lunga carriera. Ma vi è un passaggio in cui  il semplice richiamo si trasforma in vera e propria citazione: stiamo parlando di Fargo” e della scena in cui Jean Lundegaard è chiusa in bagno al fine di proteggersi dalle grinfie degli scagnozzi inviati dal marito con l’intento di rapirla. Vi ricorda nulla? Ebbene sì, ancora lui: Stanley Kubrick e “Shining.”

  1. Indiana Jones

Siamo tutti d’accordo sul fatto che la comparsa di R2D2 e CP30 sotto forma di geroglifici in Indiana Jones sia stata una genialata? Bene. Ma quanti di voi ricordano il nome del club che compare in “Indiana Jones e l’ultima crociata”? Si tratta del club Obi Wan, chiarissimo riferimento al maestro Kenobi di Star Wars. Ancora pseudo-casualità a palate: a interpretare Indiana Jones guarda caso è proprio Harrison Ford, il mitico Han Solo della saga creata da George Lucas, il quale ha curato anche il soggetto e la produzione di Indiana Jones.

Club-Obi-Wan-Indiana-Jones-and-the-Temple-of-Doom-Easter-Eggs

  1. Thor

Di primo acchito questo frame tratto da “Thor” di Kenneth Branagh non vi dirà nulla, almeno che non siate degli appassionati anche del fumetto e allora sì che siamo sicuri avrete spalancato la bocca per la sorpresa in questo preciso momento. Natalie Portman dà al personaggio interpretato da Chris Hemsworth i vestiti del suo ex, un tale Donald Blake, nome che l’eroe di Asgard usa infatti nei fumetti per nascondere la sua vera identità divina.

Thor blake

  1. The Social Network

David Fincher come Stanley Kubrick. No, non ci stiamo allargando nel dare giudizi personali, semplicemente riportiamo un’autocitazione da parte del regista di Denver. Avete presente la pagina Facebook attraverso la quale Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg) tenta di barare all’esame di arte in “The Social Network“? Bene, avete mai fatto caso a chi appartiene tale pagina? Ebbene sì, a lui… il mentore di tutti i Fight Club del mondo, il re del sapone… Mr. Tyler Burden.

Tyler Durden The Social Network

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Elisa Torsiello

Inalo la polvere delle sale cinematografiche per poi tossire recensioni.
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