I migliori film del 2017 secondo Above The Line

E quindi, ricapitolando...

Sembra ieri che in Redazione ci preoccupavamo di stilare la Top 10 dei migliori film del 2016 e invece, guarda un po’, è passato un anno. Un annetto bello carico il 2017, tra attese, conferme e smentite, tutte riassunte in questo breve elenco scelto da noi per voi. Benché siano stati 365 giorni decisamente meno pregni di shock rispetto a quelli passati, questo anno cinematografico ci ha regalato perle osannate pressoché da tutti (La La Land), pellicole accettate dalla critica ma flop al botteghino (Blade Runner 2049) e un ottavo, rivoluzionario, episodio della Saga più amata di sempre (Star Wars: Gli Ultimi Jedi). Questo e molto altro è racchiuso qui sotto, attraverso le nostre impressioni. Più in basso, invece, troveremo i consueti Magnifici 7 ovvero quei film che ci sono piaciuti parecchio e che meritavano almeno di essere menzionati.


TOP 10


1) Dunkirk, di Christopher Nolan

Dunkirk

“Non si esagera quando si dice che con Dunkirk Nolan ha ridefinito il war-movie, mostrandoci come sia possibile raccontare un conflitto bellico senza sangue e morti, mostrandone solamente il lato mentale e non quello fisico. Non vediamo i corpi dilaniati della scena iniziale di Salvate il Soldato Ryan o il patriottismo tanto caro al genere. Nolan non vuole farci affezionare a nessuno dei suoi personaggi e, così come farebbe un libro di storia, ci mette davanti ai fatti riproponendoli con l’adrenalina della vera guerra. Lo stesso Zimmer non si lascia andare mai a temi musicali epici e trascinanti, preferendo utilizzare suoni e rumori capaci di aumentare ulteriormente la tensione sullo schermo.”


2) Baby Driver – Il genio della fuga, di Edgar Wright

baby driver

“Wright prende le sembianze del Terence Fletcher di Whiplash, conducendo il suo film con un rigore musicale che appartiene a tutt’altro genere, contaminando l’intera pellicola con la sua follia registica. In Baby Driver – Il genio della fuga non c’è un personaggio che non sia tanto assurdo quanto perfettamente calato, sempre in pendant con l’intero film, riflesso della follia riccioluta di Wright.”


3) La La Land, di Damien Chazelle

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“Montaggio, fotografia, cast, regia, musica, sceneggiatura: tutto in La La Land concorre a dare vita non a un musical, ma ad uno specchio di vita dove sogni e realtà danzano insieme su quel tenue e fragile filo chiamato esistenza.”


4) Scappa – Get Out, di Jordan Peele

get out

“Proveranno a vendervelo come un horror spaventoso e agghiacciante, ma non lasciatevi ingannare dal trailer: Scappa – Get Out altro non è che una rivisitazione in chiave moderna, tarantiniana e hitchcockiana di Indovina chi viene a cena?, in grado di tenere incollato lo spettatore alla poltrona, senza per questo impedirgli di partecipare attivamente alla visione. Succederanno tante cose, ma l’interesse per la storia di Chris non calerà mai neanche per un secondo.”


5) Blade Runner 2049, di Denis Villeneuve

Blade Runner announcement

“La sensazione che ci pervade durante Blade Runner 2049 è quella di assistere a un miracolo – tema centrale, lo capirete – dell’estetica: algido, simmetrico, perfetto nella magistrale fotografia di Roger Deakins. Ogni inquadratura è, scusate il gioco di parole, un quadro da rubare. Un’immagine da imprimere nella memoria e rivedere anche ad occhi chiusi. Così come i ricordi dei Replicanti, vero e proprio dilemma che li attanaglia adesso come in passato. L’eterna lotta tra la carne e la macchina c’è anche qui. Una lotta senza dubbio inevitabile quando il caposaldo della trama gira intorno all’essere e ai suoi sentimenti.”


6) Logan, di James Mangold

Hugh Jackman

“Serviva James Mangold per regalarci quello che è probabilmente il miglior film sugli X-Men, ma soprattutto serviva una grande libertà creativa per rendere Logan una bellissima lettera d’addio firmata da Hugh Jackman. A metà tra la narrazione meta e il dramma on the road, Logan vive principalmente di due anime: la prima è quella che traspare dal trailer, rozza e sporca, vera e dura, in cui Jackman riesce a dare tutto se stesso, a lasciarci con una performance incredibilmente convincente. La seconda è invece quella che pregiudica il film, quella più legata al franchise degli X-Men, qui presente sotto forma di fantasmi del passato.”


7) Arrival, di Denis Villeneuve

“Arrival è un puzzle da decifrare, un sentiero da seguire attentamente previo un fin troppo facile senso di perdita e disorientamento. È un collage fatto di immagini oniriche e mentali, volte a sostituire una realtà troppo difficile da comprendere con l’uso del raziocinio. È un saggio sullo stato delle cose attuali, dove la paura dell’altro, dello straniero, è diventato il vero terrore, quando è solo la paura di non essere compresi e l’incapacità di comunicare a doverci veramente terrorizzare. Arrival è tutto, meno che un film di fantascienza.”


8) Manchester by the Sea, di 
Kenneth Lonergan

Manchester By The Sea

“Per raccontare la sua storia, originariamente destinata a Matt Damon, Lonergan ha deciso di optare per un linguaggio poco convenzionale, un’insolita alternanza di passato e presente in cui i flashback si uniscono al resto delle immagini, senza dare un vero e proprio punto di riferimento allo spettatore, ma creando un labirinto narrativo in cui è doveroso orientarsi. A guidarci in mezzo a questa dura parabola sull’uomo comune c’è un Casey Affleck  padrone della scena, anima e corpo del film, con una performance dosata alla perfezione, tutta a togliere per riuscire a restituirci il vuoto che avvolge il suo Lee.”


9) The Square, di Ruben Östlund

“La chiave d’accesso alla pellicola è l’esagerazione, l’amplificazione crescente delle varie situazioni fino al parossismo. Ciò risulta chiaro fin dai primissimi secondi: sullo schermo ancora nero si sente una musica che cresce via via d’intensità, diventa assordante e poi, di colpo, si interrompe. Il film è composto da una serie di episodi ed eventi che ripropongono questo stesso svolgimento e che lasciano lo spettatore divertito ma anche con una punta di amaro in bocca.”


10) Star Wars: Gli Ultimi Jedi, di Rian Johnson



“Quello di Rian Johnson è un film coraggioso, che decide di prendere la propria strada pur rimanendo attaccato al cordone ombelicale della trilogia originale. Se Il Risveglio della Forza aveva prestato il fianco a critiche (poco condivisibili) per una somiglianza eccessiva con Una Nuova Speranza, Gli Ultimi Jedi sembra quasi voler prendere in giro quei gruppi di fan che “pretendevano” una saga su misura, fedele alle loro previsioni e idee. Ecco, Johnson risponde a molte delle domande messe sul piatto da Abrams, ma lo fa in parte con un sonoro dito medio verso quell’attaccamento morboso alla saga di Star Wars. Le risposte arrivano, ma potrebbero non essere quelle che aspettavate.”


I Magnifici 7 aka MENZIONI SPECIALI

1) Elle, di  Paul Verhoeven
2) The Big Sick, di Kumail Nanjiani
3) Ammore e Malavita, dei Manetti Bros.
4) Coco, di Lee Unkrich
5) Good Time, dei Fratelli Safdie
6) Jim & Andy, di Chris Smith
7) The Meyerowitz Stories, di Noah Baumbach

Vi ringraziamo per essere stati con noi e vi diamo appuntamento al 2018!

Grazie, abovetheliners.

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Claudia Bighi

Attrice e autrice, scrive per sdrammatizzare. Dal 1990 abusa di pasticche di Cinema ma rifiuta il rehab.
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