I migliori film del 2018 secondo Above The Line

Un altro anno cinematografico se ne va e noi lo salutiamo così
migliori film 2018

Al 2019 manca pochissimo e se da una parte non possiamo fare a meno di guardare al futuro inebriandoci di hype per le prossime uscite, dall’altra ci sembra giusto ripensare a quei film che hanno segnato il 2018, tra sorprese e conferme. Ecco quindi i migliori titoli dell’anno secondo la nostra redazione. Abbiamo deciso di raccogliere i più significativi, senza inserirli in una precisa classifica. Ovviamente si è tenuto conto della release italiana, quindi molti di essi hanno già fatto parte della stagione dei premi passata. I generi sono stati toccati tutti, dal cinecomic (Avengers: Infinity War) all’animazione (Spider-Man: Un Nuovo Universo, L’Isola dei Cani), dalla distopia (A Quiet Place) al cinema d’autore (Chiamami col tuo nome). E non manca la quota italiana, qui rappresentata dal capolavoro di Matteo Garrone, Dogman.


Tre Manifesti ad Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

“La bellezza di Three Billboards in Ebbing, Missouri sta nel suo essere un film umano (oltre che giocato su una regia impeccabile e dalle inquadrature sempre ben studiate e contestualizzate). Umano perché in esso si ritrova tutta la confusione che in momenti difficili assale l’essere umano, alienandolo. È umano perché dietro l’apparente indifferenza e rabbia vendicativa, si cela una solidarietà che solo un piccolo universo come il piccolo paesino di Ebbing può conoscesere. Ebbing non esisterà sulla carta, ma esso lo si può ritrovare ovunque, nei luoghi e ambienti che ci circondano. In esso si ama, si chiede aiuto, si compiono azioni terribili, si picchiano gli altri perché diversi, si ride e si piange, e la giustizia fa fatica a trovare il proprio corso, proprio come in qualsiasi altra parte del mondo. Un microcosmo che nasconde nel suo myse en abyme il macrocosmo dell’uomo”.

Dogman, di Matteo Garrone

“Il film è una storia di innocenza perduta. In un manuale di sceneggiatura, Blake Snyder consigliava agli autori di inserire sempre a inizio film, soprattutto in storie di anti-eroi, una scena “Save the cat!”: non importa quanto stronzo possa essere il protagonista, se salva un gatto o aiuta un bambino empatizzeremo con lui […] Nella prima metà del film si sale, nella seconda si scende, si precipita nell’abisso. Un film amaro, amarissimo, nero come la pece, fotografato con grande lucidità e diretto con una cura encomiabile”.

A Quiet Place – Un Posto Tranquillo, di John Krasinski

“Il ritorno alla regia di Krasinski, che torna dietro la macchina da presa dopo la dramedy indie The Hollars, è un horror pieno di tensione in cui la costante assenza di rumori diventa un pretesto per portare lo spettatore verso un’ansia costante e perenne. Pensato come un high concept movie, A Quiet Place – Un Posto Tranquillo ha la capacità di non perdere mai di vista il proprio obiettivo, riuscendo così ad essere un film insolitamente breve e conciso, privo di divagazioni e inutili spiegazioni”.

Il Filo Nascosto, di Paul Thomas Anderson

“È piuttosto scontato dire quanto un film del genere sia magnificamente scritto, diretto e interpretato, eppure va sottolineato. Il filo nascosto è una storia d’amore e d’ossessione, di controllo e manie. I tic nervosi e le abitudini di Reynolds sono esilaranti; c’è una scena ambientata durante una colazione che è magnifica e divertentissima. In aggiunta a ciò, il film è in sé anche una splendida riflessione sull’arte, sul genio solitario e controverso”.

Avengers: Infinity War, di Joe & Anthony Russo

“Poteva essere un disastro, invece Avengers: Infinity War è quello che ogni franchise sogna di essere: un racconto coeso, forte, in grado di alternare comicità al dramma più crudele, di far interagire decine di personaggi insieme e di introdurne di nuovi”.

L’Isola dei Cani, di Wes Anderson

“Wes Anderson torna ancora una volta a giocare con la stop-motion per regalarci un nuovo grande capolavoro. Qui c’è aria di Oscar”.

Roma, di Alfonso Cuarón

“La Roma di Cuarón è un piccolo universo nella periferia di Città del Messico, che il regista premio Oscar ha voluto omaggiare portandola sullo schermo attraverso ricordi e immagini di un’infanzia perduta. Un film talmente sentito, cullato e nutrito di fantasia e memoria, che ha spinto il cineasta a curarlo in ogni singolo aspetto tecnico, dalla regia (ineccepibile) alla sceneggiatura (da un’emotività in continuo crescendo) fino alla fotografia. Con Roma Cuaròn crea il ricordo vivo, nel senso di esistente”.

BlacKkKlansman, di Spike Lee

“Ci sono soprattutto momenti duri, e superano quelli comici per un semplice motivo: quando si ride delle situazioni assurde arriva immediatamente il pugno nello stomaco a farti ricordare che “Ehi, è tutto vero”. In questo 2018 non poteva esserci film più attuale e necessario di BlacKkKlansman, tanto in America quanto in Italia. Non perdetevelo per nessuna ragione”.

Ready Player One, di Steven Spielberg

“Una storia come quella di Ready Player One sembra nata per essere portata al cinema, ma soprattutto sembra nata per chi ama il cinema. Nonostante il cuore del romanzo di Ernest Cline sia un enorme realtà virtuale chiama OASIS, quello messo in piedi da Steven Spielberg è un enorme tributo al cinema più puro, all’intrattenimento nella sua forma più primordiale e spensierata”.

Chiamami col tuo nome, di Luca Guadagnino

“Il modo in cui il regista temporeggia sulla loro unione fisica, l’indugio al contatto dei protagonisti e il modo in cui i loro corpi si sfiorano, sono la vera forza del film, sorretto anche dalle magistrali interpretazioni di Hammer e Chalamet, bellissimi da guardare, in grado di comunicare con pochi gesti e sguardi i turbamenti dei loro animi. Chiamami col tuo nome è un film tenero e commovente, che celebra l’amore e il desiderio, sentimenti, come direbbe il padre di Elio, da invidiare chi li prova”.

First Man – Il Primo Uomo, di Damien Chazelle

“Volti simulacri di più sconfitte e agognati successi, una macchina da presa (psico)analitica che pedina il protagonista, lo controlla, lo giudica espellendolo per poi reintegrarlo, e una musica dalle mille melodie fanno di First Man un film da amare “to the moon and back”. Eppure se avesse osato un pochino di più, integrando la propria storia con quella realistica criticità verso i sogni ambiziosi dell’essere umano, First Man sarebbe stato davvero perfetto”.

La Forma dell’Acqua, di Guillermo del Toro

“Tra fiaba dei fratelli Grimm, e un “Bella e la Bestia” senza censure e ambientato nel mondo oltremarino, The Shape of Water si dimostra un film forte, potente sia visivamente che narrativamente, nel quale la componente metacinematografica e musicale (commovente la colonna sonora di Alexandre Desplat) non fanno altro che rendere unica e magica quest’opera”.

Spider-Man: Un Nuovo Universo, di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman

“A rendere Spider-Man: Un Nuovo Universo uno dei cinecomic più interessanti degli ultimi anni (qualcuno direbbe “il migliore”) è un messaggio di fondo che scorre potente per tutto il film, un messaggio che nasce dalla penna di Stan Lee (qui omaggiato con ben più di un cameo) e riecheggia per tutto il minutaggio, trovando libero sfogo nella trama stessa. Quell’idea che non esista un solo Spider-Man, ma piuttosto un ideale, quello che può rendere chiunque speciale. Che si chiami Peter, Miles o Gwen, ciò che determina la natura di un eroe non è la maschera o il costume, ma il suo animo. Un concetto semplice, ma che troppo spesso finisce per perdersi tra un effetto speciale e l’altro”.

Vi ringraziamo per essere stati con noi e vi diamo appuntamento al 2019!

Grazie, abovetheliners.

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Claudia Bighi

Redattrice, Ufficio Stampa e Gestione Social per ATL, su cui scrive e sdrammatizza. Dal 1990 abusa di pasticche di Cinema ma ha sempre rifiutato il rehab.
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