Io Prima di Te

La recensione del dramma d'amore Io Prima di Te, con protagonisti Emilia Clarke e Sam Claflin. Può l'amore vincere ogni cosa? Dal primo settembre al cinema.
Io Prima di Te

C’è un momento preciso in Io prima di Te, adattamento cinematografico tratto dall’omonimo romanzo di JoJo Moyes, in cui il personaggio di Will Traynor (Sam Claflin) guardando a un cielo plumbeo esclama: “tempo da dvd“. In questa battuta, che passa facilmente inosservata, c’è un po’ il cuore di tante pellicole appartenenti a un filone per certi versi sotterraneo al cinema contemporaneo. Si tratta di film il cui scopo è uno, la trama è sempre la stessa e il risultato cambia nella forma ma non nella sostanza. La storia di Louisa e Will è per certi versi già vista milioni di volte: la prima arriva dalla working class inglese per fare da badante al protagonista maschile, paralizzato dalla collo ai piedi a seguito di un tragico incidente. L’impiego prevede sei mesi in compagnia di uno degli uomini più ricchi e sfortunati d’Inghilterra. Dietro al termine del contratto si nasconde una decisione sofferta ma decisa da parte di Will, farla finita con ospedali e terapie in favore di un eterno riposo.

Ovviamente non ci sono grandi colpi di scena all’orizzonte, il copione di Io prima di Te è qualcosa di già visto e collaudato milioni di volte. Quello che di originale porta il film è il tema dell’eutanasia, per certi versi quasi fin troppo delicato per un film destinato a coppie innamorate e adolescenti in preda al magone. Nel farlo si sceglie di adottare un registro dramedy che mescola perfettamente i toni fino alla scena madre. Risulta quasi impossibile non lasciarsi trasportare davanti alla decisione di Will, e al film basta molto poco per mettere in piedi quanto promesso fin dai primi fotogrammi della pellicola. Sono sufficienti una spiaggia, un balletto e due amanti: un momento di pura felicità bruscamente interrotto dalla cruda realtà, implacabile e immutabile. Emilia Clarke sveste i panni della madre dei draghi di Game of Thrones per interpretare la classica ragazza goffa dal cuore d’oro, affidandosi un po’ troppo a una mimica facciale forzata e insistita. Vince a mani basse il partner Sam Claflin, che potendo affidarsi proprio solo al volto porta a casa una interpretazione convincente. Un peccato che la storia e la messa in scena non riesca a distaccarsi da alcune scelte didascaliche e fin troppe canoniche pur avendo per le mani un tema del genere, conducendo lo spettatore a un finale dal simbolismo scontato e ridotto all’osso. Più riuscito il registro adottato, diluendo commedia e dramma nelle giuste dosi. Io prima di Te è il classico film da vedere abbracciati alla persona amata, o magari al proprio cuscino, quando fuori dalla finestra c’è proprio quel “tempo da dvd“. A volte lasciarsi andare a un’inspiegabile commozione, persino davanti a un film tutt’altro che perfetto, può far solo che bene all’anima.

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