Io sono tempesta

La recensione del nuovo film di Daniele Luchetti, con Marco Giallini e Elio Germano
Io sono tempesta

Con Io sono tempesta torna in sala Daniele Luchetti, un lustro dopo Anni Felici. Il protagonista, potete notarlo già dal poster, è Marco Giallini, titanico e mai così in forma. Il titolo prende il nome del personaggio principale, Numa Tempesta, ricco avido e cinico condannato per frode fiscale a un anno di servizi sociali. Ci ricorda qualcuno?

AI servizi sociali, Tempesta dovrà scontrarsi con Angela (Eleonora Danco) che gestisce la struttura con gran difficoltà, e che dovrà valutare il condannato assieme agli altri ospiti del centro. In attesa di capire quale sarà il suo destino, Tempesta prova a gestire i suoi affari senza telefono (glielo sequestrano e restituiscono solo a fine giornata). La sua strada si incrocia con quella di Bruno (Elio Germano), povero in canna e con un figlio a carico, e di un nutrito gruppetto di disperati.

Si va incontro alla retorica del buono che si redime imparando da chi sta peggio di lui? Tutt’altro, fortunatamente: Io sono tempesta vuole inserirsi nel solco della commedia italiana amara e cinica, e quindi i poveri, frequentando il ricco, diventano più stronzi.

La commedia di Luchetti ha intanto il pregio di dare a Giallini un ruolo da mattatoreprotagonista assoluto: non è un film a due assieme a Germano, la storia di Tempesta rimane la principale, poi il segmento di Germano respira di vita propria, pur intrecciandosi con quello principale. Giallini però stavolta non è né in coppia, né è parte di un cast più corale: domina, ed era anche ora.

Altro pregio è quello di riuscire a trattare di tematiche di stretta attualità (i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri) senza scadere nel buonismo da favoletta di molto (troppo) cinema contemporaneo. C’è un buon lavoro sui dialoghi: i personaggi parlano come mangiano (neanche questo è scontato nella commedia italiana recente), tra romanesco e italiano, evitando grazie al cielo il famigerato doppiaggese.

Il problema di Io sono tempesta risiede più che altro a livello di scrittura e di struttura: i personaggi sono interessanti, ma quel che gli accade, gli sviluppi della storia, sono meno esaltanti, e corrono il rischio di rendere il film dimenticabile. Purtroppo, nonostante la fotografia di Bigazzi e un cast e un casting incredibile, dai protagonisti all’ultimo dei comprimari (il figlio di Germano è pazzesco). Sarà interessante vedere come si comporterà al botteghino.

Io sono tempesta
6
Io sono tempesta
  • voto
    6
Categorie
NewsRecensioni
Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

CONSIGLIATI

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua