John Wick – Capitolo 2

Torna al cinema l'Uomo Nero, l'immortale sicario già interpretato nel 2014 da Keanu Reeves. Ecco la recensione del sequel
John Wick toy story 4

John Wick – Capitolo 2 parte sin da subito da una strana pretesa: perdendo la sua vena smaliziata e vincente, quel non sapersi prendere troppo sul serio visto nel primo film, il Capitolo 2 inciampa rovinosamente e trasforma una storia totalmente imbastita – la carneficina cinematografica di Chad Stahelski e David Leitch partì per una macchina rubata e un cane ucciso – in qualcosa di profondamente radicato, con una mitologia interna poco coerente, che ha come risultato un mix dei peggiori clichè del genere, animato da personaggi fatti con lo stampino. Mentre a noi interessavano solo pistole, esplosioni e una buona dose di azione.

Di grande rimane l’imponenza di Keanu Reeves, che nel personaggio dell’Uomo Nero (così viene chiamato da chi lo teme) ha ritrovato il suo trionfo sul grande schermo. Interpretare John Wick fra le strade di New York e di Roma gli piace, e si vede, sa di aver riconquistato la fiducia del pubblico e vuole ripagarli con la miglior interpretazione fisica nel genere action che potremmo trovare. Se al comando rimane lui, alle sue spalle ha due ottimi colleghi, Ian McShane e Lance Reddick, che ritornano in questo Capitolo 2 con qualcosa in più da dire (e si vede che ne hanno ancora di cose da dire a John Wick).

Non si può affermare lo stesso dei nuovi arrivati: la Matrix-reunion con Laurence Fishburne è un mezzo fallimento, il suo personaggio (un piccolo boss criminale che controlla i barboni di tutta New York, che in realtà sono dei super combattenti) è l’emblema di quello che non si dovrebbe fare in un action movie come questo, e cioè prendersi sul serio. Ne viene fuori la peggior caricatura di un personaggio da cartone animato scadente. Poi c’è Ruby Rose, muta e letale assassina, che non dà nulla in più al personaggio se non il bel visino; Common, collega rivale di John Wick, è forse l’unico che ci prova sul serio, anche lui buttandola tutta sulla fisicità. Menzione speciale per gli italiani Riccardo Scamarcio e Claudia Gerini, alias i Fratelli D’Antonio, con i quali il film tocca picchi di trash inarrivabili: per fortuna la Gerini resiste davvero poco alla furia assassina di John Wick, mentre Scamarcio si ostina ad alternare l’italiano all’inglese, creando situazioni davvero imbarazzanti.

John Wick – Capitolo 2 si salva dall’insufficienza grazie alla sua grande spettacolarità e alla sapiente costruzione delle scene d’azione, permettendo alla saga di rimanere nell’olimpo del genere action. Confidiamo comunque, soprattutto dopo le ultime scene di questo sequel, che la prossima pellicola (terza e ultima?) possa imparare dai suoi errori, e dare più coesione a quello che è sempre stato: pura azione.

 

John Wick - Capitolo 2
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John Wick - Capitolo 2
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Davide Merola

Classe '95. Affamato più di serie tv, ma costantemente perso tra i film anni '80 e quelli del Sundance. Ce la mette tutta per sembrare serio.
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