Joker divide l’Academy: da “sublime” a “irresponsabile”, ecco alcuni giudizi dei votanti

La netta spaccatura potrebbe pregiudicare il successo del film agli Oscar 2020...
Joker

Mentre continua a macinare incassi al botteghino, Joker non se la passa di certo bene sul versante critica statunitense. Sebbene il film di Todd Phillips si sia praticamente tramutato nell’evento cinematografico dell’anno, sono in molti a dubitare della reale potenza dell’operazione, soprattutto analizzandola dal punto di vista sociale e politico americano, sempre più sensibile ai temi della violenza e delle armi.

Va da sé che secondo l’opinione generale, Joker sarà uno dei maggiori contenders agli Oscar 2020. Ma riuscirà ad accaparrarsi qualche statuetta, vista la mole di polemiche che si porta dietro? L’Hollywood Reporter ha rivelato alcuni giudizi – rimasti anonimi – provenienti da membri dell’Academy. Il film è stato infatti proiettato per i votanti sia a New York che a Los Angeles e anche qui i pareri si sono spaccati in due.

C’è chi lo definisce “eccezionale” e chi invece “irresponsabile”. Altri addirittura si sono rifiutati di vederlo o sono usciti durante la proiezione. “Ho trovato tutto stupefacente, fotografia, scenografia, costumi. Ma disprezzo il film, mi ha fatto sentire a disagio”, scrive un votante. “Lontanamente ipnotico… Ma a quale scopo?”, scrive un altro. E continuano le critiche: “Lo trovo irresponsabile nel modo in cui delinea le malattie mentali e la violenza. Quando la violenza diventa solamente shock, è ripugnante. Non è basata su una vera caratterizzazione. Sembra che il film sia stato realizzato solo per provocare”.

Non mancano però anche gli apprezzamenti. “Il cinecomic più innovativo dai tempi de Il Cavaliere Oscuro” e “Un’opera sublime sotto ogni aspetto”. La performance di Joaquin Phoenix sembra sul serio l’unica cosa che ha messo d’accordo tutti.

E voi cosa ne pensate? Questa divisione pregiudicherà il successo di Joker agli Oscar 2020?

Qui la nostra recensione.

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Claudia Bighi

Redattrice, Ufficio Stampa e Gestione Social per ATL, su cui scrive e sdrammatizza. Dal 1990 abusa di pasticche di Cinema ma ha sempre rifiutato il rehab.
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