Jumanji: The Next Level – La Recensione

La recensione del nuovo capitolo della saga di Jumanji, nelle sale italiane dal 25 dicembre...
Jumanji - The Next Level

I blockbuster non si fermano neanche il 25 dicembre: Jumanji: The Next Level irrompe infatti nelle sale italiane durante delle festività natalizie tristemente schiacciate dal deprecabile ultimo capitolo della saga degli Skywalker (se volete farvi del male potete approfondire qui). Il film è di nuovo diretto da Jake Kasdan e il cast già composto da The Rock, Jack Black, Karen Gillan e Kevin Hart si arricchisce di due preziose partecipazioni speciali più una: Danny Glover e Danny De Vito, e Awkwafina.

Volendo citare Arma Letale, ci si potrebbe domandare: ma Danny & Danny non sono troppo vecchi per queste stronzate? Vero, e non a caso i due hanno delle comparsate piuttosto fugaci, pur influenzando parecchio parte del concept del film. Il body-swap di Jumanji: The Next Level interessa infatti proprio questi due anziani meravigliosi: gli spiriti e le attitudini dei loro personaggi andranno infatti a occupare per buona parte della storia gli avatar con le fattezze e i corpi di The Rock e Kevin Hart.

La trama è pressoché già esaurita: la parte relativa ai giovani protagonisti che finiscono nel videogioco è talmente debole (molto più che nel capitolo precedente) che dimenticherete con estrema facilità nomi, backstories e motivazioni dei personaggi. La forza dell’altro Jumanji (quello del 2017, naturalmente) consisteva nella novità delle dinamiche comiche fra i personaggi intrappolati nel videogioco. Dall’innesto della terza età scaturiscono poche gag, e il rapporto fra i due anziani viene sfruttato più sul versante drammatico che su quello comico, ma anche qui nulla di rivoluzionario.

Insomma, questo Jumanji: The Next Level è un po’ croce e un po’ delizia: il villain arriva direttamente da Il Trono di Spade, serie da cui il film mutua parecchie ambientazioni e costumi senza particolari guizzi. Ma è anche un film in cui Danny De Vito fa il sorriso alla The Rock, e già solo questo vale il prezzo del biglietto. Divertente in modo moderato, dal finale, neanche a dirlo, apertissimo e in odore di terzo Jurassic World.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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