La Grande Scommessa

Adam McKay, dopo una vita di commedie passa al drama con un film difficile da inquadrare, ma il risultato è strabiliante
la grande scommessa

Sullo schermo vediamo scorrere tre storie simultanee e parallele, di tre gruppi di investitori che intuirono il crollo del mercato finanziario che avrebbe colpito l’economia mondiale nel biennio 2007-2008. Quello che si concluse con la bancarotta della Lehman Brothers, giusto per intenderci. Ed è una storia vera quindi. Il film inizia nel 2005, con la brillante intuizione dell’eccentrico personaggio interpretato da Christian Bale, Michael Burry, fino ad arrivare alla goccia che fece traboccare il vaso. Insomma, si tratta di una storia potente e non di poco conto: e chi è che ci racconta questa storia, viene da domandarsi? A farlo è il regista Adam McKay.

Chi è Adam McKay? È un autore nato e cresciuto nel mondo della commedia: ha lavorato per il Saturday Night Live, collabora spesso con Will Ferrell sia in veste di produttore che di regista, e recentemente ha rimaneggiato la sceneggiatura di Ant-Man, ultimo successo di casa Marvel. Sembrerebbe quindi una persona che poco avrebbe a che fare nel trasportare storie del genere sul grande schermo. Le aspettative per un film con un cast così grande (Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carrell e Brad Pitt) quindi, si abbassano drasticamente. E invece…

la grande scommessa steve carrell

…E invece McKay ci regala un buon film. Quasi ottimo, anche se di difficile inquadramento. All’inizio si parte in pompa magna con un Ryan Gosling patinato che rompe la quarta parete (che diventerà uno strumento cardine del film, utilizzato da più personaggi) facendo il verso a quel lupo di Wall Strett che fu Leonardo DiCaprio: sembra una commediola insomma, non il giusto tono per un film del genere, ma in linea con il suo autore. E invece no, McKay ci fa ricredere. Quello che stiamo vedendo incomincia a sembrare un docu-film. Anzi no, un mockumentary. No, sembra più un biopic fatto e finito. No, ancora non ci siamo. Quello che stiamo vedendo diventerà mano a mano un film di denuncia: un ottimo espediente per raccontare certi toni. Ecco perchè di difficile inquadramento. Si è straniati all’inizio del film, ma poi ci si incomincia ad abituare a questa sorta di nuovo “genere”, più forse un nuovo modo di raccontare una solita storia: anche se, bisogna dire, si rimane un attimo stupiti quando interviene, rompendo la narrazione, una Margot Robbie mezza nuda che interpreta sè stessa per spiegarci alcuni termini finanziari. Ma chapeu, apprezziamo anche questo espediente. La Grande Scommessa è anche, appunto, un film molto tecnico. Forse troppo, ma la minestra riscaldata non piace a nessuno e quindi va bene così. Bravi più di tutti Steve Carrell e Christian Bale: Ryan Gosling rimane la copia sbiadita di qualcuno e Brad Pitt è quasi una mera comparsa.

Gli anni scorrono sullo schermo accompagnati da una grande colonna sonora, in linea col passare del tempo. Tre capitoli che intrecciano le storie dei protagonisti, ma che mai li fa incontrare: accettazione, ascesa, declino. Echi lontani di una scrittura comica rimangono, ma non interferiscono più di tanto. Ottimo, bene così. Fine.

 

La Grande Scommessa
8
La Grande Scommessa
  • Voto
    8
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NewsRecensioni
Davide Merola

Classe '95. Affamato più di serie tv, ma costantemente perso tra i film anni '80 e quelli del Sundance. Ce la mette tutta per sembrare serio.
2 Commenti su questo post
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    Christian Bale abbandona il film su Enzo Ferrari – abovetheline.it
    16 Gennaio 2016 at 10:00
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    […] La Grande Scommessa […]

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    La Grande Scommessa trionfa ai PGA – abovetheline.it
    24 Gennaio 2016 at 19:24
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    […] La Grande Scommessa […]

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