Lady Bird

La recensione del debutto alla regia di Greta Gerwig. con le straordinarie Saoirse Ronan e Laurie Metcalf
lady bird

Siamo a cavallo tra il 2002 e il 2003. Cry me a river fa da sottofondo a un bacio a bordo vasca. Lady Bird pensa di essere alla festa giusta, con le persone giuste e il ragazzo perfetto. Uno di poche parole, musicista in una band, che dice di vivere di baratto, ma ha la casa nella parte ricca di Sacramento, quella prima della ferrovia.

Christine, ribattezzata da se stessa Lady Bird, sogna di abitare proprio lì, in una grande casa blu con la bandiera americana, e spera di entrare in un college sulla East Coast. Quella dimensione provinciale le sta davvero troppo stretta, ma sua mamma non è convinta del cambiamento: New York è troppo lontana, pericolosa, e i soldi in famiglia non bastano mai.

Dopo la consacrazione da interprete in Frances Ha, Greta Gerwig debutta alla regia con Lady Bird, opera nata nel circuito delle produzioni indipendenti e subito consacrata dalla critica internazionale come straordinaria rivelazione. Merito di una regista/sceneggiatrice giovane e appassionata, che a 34 anni sa bene come usare gli strumenti del mestiere, dalla penna alla camera. In Lady Bird si respira aria fresca e pulita, ci si affaccia nella vita di Christine con discrezione, lasciando i personaggi liberi di svilupparsi con naturalezza. Questa adolescente degli anni 2000, così diversa dai coetanei esasperati delle ultime generazioni, colpisce per la sua normalità, una qualità a cui non siamo più abituati.

Strutturato come un capitolo di un romanzo di formazione su pellicola, Lady Bird attraversa dinamiche, conflittualità e dubbi tipici di quell’età di transizione dal liceo al mondo degli adulti, in cui ognuno di noi potrà facilmente rispecchiarsi. Curiosità, desiderio e incoscienza aggrovigliano i pensieri, amplificano le emozioni e innescano litigi, in questa parte di America che mai come in questo caso somiglia alla casa di un qualsiasi spettatore, specialmente se donna e sulla trentina.

Questa immedesimazione quasi totale non è solo il frutto del lavoro e del talento della Gerwig. La scelta di portare sul grande schermo la coppia madre/figlia formata da Saoirse Ronan e Laurie Metcalf è stata così fortunata da convincerci che, senza di loro, Lady Bird non avrebbe mai volato così in alto.

Nel rapporto tra queste due donne c’è il cuore pulsante di tutta la vicenda, al punto che non ci sentiamo di esagerare affermando che un quadro familiare così agrodolce sarà davvero difficile da eguagliare, adesso come in futuro.

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