LFF: Mudbound

Direttamente dal London Film Festival, e in attesa di vederlo alla prossima Festa del cinema di Roma, ecco la nostra recensione di Mudbound
Mudbound

Mudbound è un film che sa di fango; lo stesso che presta il proprio lemma al titolo del film. È fango fresco, che sporca, ricoprendo di una patina fatta di colpe e atti tacitamente compiuti la vita dei suoi protagonisti. Perché nessuno, tra razzismo, guerra, e tradimenti, nell’universo portato sullo schermo da Dee Rees, si salva dal sporcarsi la coscienza con la stessa velocità con cui si sporca i vestiti di fango dopo una tempesta.

Mississippi, 1939. La giovane insegnante Laura Chappell (Carey Mulligan) incontra e sposa il rude Henry McAllan (Jason Clarke). Diversi anni dopo, Laura decide di seguire il marito, lasciando la civile Memphis per trasferirsi in una fattoria in Mississippi, con l’odioso suocero e le due figlie nate dal matrimonio. Ma la nuova vita di Laura non si rivela idilliaca come aveva sognato. A offrire un po’ di sollievo in questa vita fatta di sforzi e privazioni, l’amicizia con Florence (una sorprendente Mary J. Blige), moglie di Hap Jackson, che viene però ostacolata dell’imperante razzismo che vige in Mississippi. Sarà il ritorno di Jamie, il cognato reduce della seconda guerra mondiale, che con il suo fascino e i modi gentili diventa un raggio di speranza per Laura. Eppure l’uomo trascina con sé i fantasmi del conflitto bellico, che lo devastano psicologicamente e non tutto andrà come sperato.

In questo mondo dal sapore di verismo, Dee Rees insegue i propri protagonisti alternando primi piani a campi leggermente più lunghi, senza mai perdere di vista, però, i loro volti o le loro azioni. Ogni singolo movimento deve comparire in scena, quasi al fine di poter rivelare i significati più nascosti dietro di essi. A fare da sfondo, la desolazione di una America rurale, fatta di campi a tratti aridi, altri rigogliosi, vera e propria proiezione metaforica dell’anima dei vari protagonisti. La fotografia, tutta giocata su una palette di sfumature calde, non vuole tanto alludere a sentimenti di amore, o dolce calore umano, quanto al richiamo di quel fango che tanto domina sia tematicamente, che visivamente, l’opera.

Il fango non ti lascia respirare; ti immerge lasciandoti soffocare poco a poco; dietro l’immagine di esso, si trovano allora connotativamente i sensi di colpa, compiuti o imputati, a ogni singolo personaggio comparso in scena. Sono rimorsi, bugie, che lentamente logorano l’anima di Laura, di Jamie, di Henry, la fanno a pezzi, fino a lasciare tutti senza respiro. Interessante a tal proposito l’incipit del film. L’immagine dei due fratelli che rischiano la vita, investiti da una valanga di fango, anticipa tutto il senso dell’opera, in un compendio di macchie sulla coscienza che per quanto si tenti di lavare, staranno lì, con i loro aloni, a rimembrare il passato e i dolori inflitti o subiti.

Le interpretazioni sono tutte ad altissimo livello; l’alchimia tra il personaggio di Garrett Hedlund e Jason Mitchell è talmente alta da superare il legame fraterno che lega il primo al personaggio di Jason Clarke. Entrambi gli attori si rivelano capaci di riportare tale relazione sullo schermo, aiutando il pubblico a immedesimarsi in loro, di superare insieme le barriere razziali e piangere dinnanzi a ogni singola ingiustizia.

Mudbound arriverà sulla piattaforma Netflix il 17 novembre 2017. Noi ve lo consigliamo.

8
  • Voto
    8
Categorie
FeaturedRecensioni
Elisa Torsiello

Inalo la polvere delle sale cinematografiche per poi tossire recensioni.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

CONSIGLIATI

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua