L’Insulto

Vincitore della Coppa Volpi a Venezia74, arriva nelle nostre sale il dramma giudiziario firmato da Ziad Doueiri

L’Insulto di Ziad Doueiri è un film ambientato ai giorni nostri che vede per protagonisti due uomini qualunque, Toni e Yasser, e il loro litigio, che assume proporzioni via via sempre più grandi. Questa storia essenziale, quasi archetipica, appena viene inserita in un preciso contesto si riempie di sfumature e di sfaccettature. In questo caso la sua collocazione è Beirut che, a distanza di quasi trent’anni dal termine della guerra civile, mostra i segni di un paese ancora lacerato.

I due uomini sono un libanese cristiano e un musulmano palestinese. È più facile, ora, capire perché sia sufficiente un banale incidente quotidiano per innescare un conflitto delle dimensioni di un caso nazionale. In una realtà che non ha ancora fatto i conti con il proprio passato, la linea di separazione tra la sfera privata e quella pubblica è assai sottile, ma è proprio in questo terreno di confine che si collocano il senso e il messaggio (uno tra i vari) del film: solo cambiando le propria, piccola, vita quotidiana si può cominciare a modificare la situazione di un intero paese.

Ziad Doueiri – che ha lavorato nel suo passato con Quentin Tarantino – sembra volerci ricordare che la Storia è composta da piccole azioni, piccoli incidenti e soprattutto da tanti uomini i cui cammini si intersecano; dall’esito di questo incontro/scontro dipende il corso degli eventi.

C’è ancora una guerra in atto, ma il “campo di battaglia” è, in questo caso, un’aula di tribunale. Le scene che vi sono ambientate, sempre diverse l’una dall’altra così da non risultare ripetitive o noiose, si alternano a quelle che seguono singolarmente il personaggio nella sua realtà domestica o lavorativa. Le informazioni che raccogliamo da questi due macro-momenti mettono in luce aspetti differenti dei protagonisti, quasi contraddittori, che trasmettono l’idea della grande complessità di ogni individuo. Toni e Yasser hanno entrambi un passato e delle motivazioni che rendono comprensibili le loro azioni. Come stabilire chi ha ragione? Ma soprattutto, come determinare cosa sia giusto e cosa no?

Il film apre vari spunti di riflessione e dimostra allo spettatore che la risposta più immediata e impulsiva, come quella che forniscono i due protagonisti all’inizio del film, non è sempre la più corretta. Inoltre, con entusiasmo e positività, ci ricorda che la conoscenza e la comprensione dell’altro siano strumenti fondamentali per guardare a un futuro più pacifico.

Presentato in concorso alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove uno dei due protagonisti, Kamel El Basha, si è aggiudicato la Coppa Volpi, L’Insulto è il candidato libanese alla corsa agli Oscar.

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