Mad Max: Fury Road, il CEO della Warner Bros. vorrebbe sviluppare un franchise

Desideri che speriamo possano realizzarsi (se fatti bene con George Miller)
mad max: fury road

Durante la lunga intervista rilasciata per The LA Times – di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo dedicato ad Animali Fantastici 3 – il CEO della Warner Bros. Kevin Tsujihara si è mostrato interessato ai sequel di Mad Max: Fury Road, il capolavoro di George Miller con Tom Hardy:

“Abbiamo una miriade di franchise in progetto. Ci piacerebbe lavorare con George Miller per i seguiti di Mad Max: Fury Road”.

Non prendete la notizia come realizzazione certa, ma già il solo averlo sperato potrebbe essere un inizio. Dopo la cancellazione di World War Z 2, affidato originariamente a David Fincher, un posticino nei programmi della Warner Bros. sembra essersi liberato… Stay tuned.

Mad Max: Fury Road è un film del 2015 diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da George Miller, ambientato in un futuro distopico post apocalittico in cui benzina ed acqua sono risorse ormai rare ed esaurite. Produzione australiana-statunitense, è il quarto capitolo della serie di Mad Max, ed è interpretato da Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley, Riley Keough, Zoë Kravitz, Abbey Lee e Courtney Eaton. Nel film, Max Rockatansky unisce le forze con la guerriera Furiosa per sfuggire ad Immortan Joe, leader di un culto, e al suo esercito.

Miller ha affermato che la pellicola non è un remake o reboot, bensì una rivisitazione della saga, a trent’anni dall’ultimo film della trilogia cinematografica da lui diretta, iniziata con Interceptor nel 1979 e arrestatasi con Mad Max oltre la sfera del tuono del 1985, con Mel Gibson come protagonista. In seguito, l’omonima serie a fumetti del 2015 ha chiarito che si tratta di un sequel della trilogia originale.

Si è aggiudicato 6 Premi Oscar su 10 nomination.

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Claudia Bighi

Redattrice, Ufficio Stampa e Gestione Social per ATL, su cui scrive e sdrammatizza. Dal 1990 abusa di pasticche di Cinema ma ha sempre rifiutato il rehab.
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