Made in Italy

La recensione del nuovo film di Luciano Ligabue, in sala dal 25 gennaio
Made in Italy

Sempre in tema di Made in Italy, ci eravamo lasciati con Il Vegetale: Fabio Rovazzi, che non è un cantante e ha realizzato tre singoli dischi di platino, ha girato un film da protagonista senza essere un attore. Luciano Ligabue, cantante e musicista, è qui alla sua terza regia cinematografica. Col film di Rovazzi ci eravamo interrogati sugli effetti della democrazia dal basso, quella pentastellata. Quella per cui è possibile scendere in politica senza conoscere la politica. Per questo film di Ligabue vale più o meno lo stesso discorso.

Il protagonista è Stefano Accorsi, che nella sequenza iniziale balla immotivatamente sulle note di una canzone di… indovinate chi? Il curatore del soggetto, della sceneggiatura, delle musiche e della regia del film. Dicevamo di Accorsi: il suo personaggio si chiama Riko e insacca le mortadelle. Non è un doppiosenso, dopo la sequenza coi titoli iniziali Ligabue ci mostra come viene fatta la mortadella. Una scena necessaria per il cinema italiano del futuro.

Riko ha una moglie, interpretata da Kasia Smutniak. Il loro matrimonio, però, è in crisi. No, Made in Italy il tema dell’amore coniugale lo affronta solo di striscio. Il focus del film è il sociale: che speranze ci sono per la generazione SmettoQuandoVoglio? In che condizioni versa l’Italia e come è possibile viverci e sopravvivere?

Il film in sé non è malvagio. Ci sono dei momenti di amarezza ben riusciti e il cast di comprimari funziona bene: da Fausto Maria Sciarappa al grande Walter Leonardi fino a Filippo Dini. La questione principale è: perché un film con una tematica così attuale non dovrebbero realizzarlo altri cineasti? In più occasioni Made in Italy corre il rischio (e a volte ci inciampa proprio) in una retorica facilona che si sarebbe potuta evitare con più agilità.

Mi raccomando con questa cosa della separazione delle carriere.

Made in Italy
5
Made in Italy
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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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