Molly’s Game

La recensione del film scritto e diretto da Aaron Sorkin, con Jessica Chanstain e Idris Elba
Molly's Game

Molly’s Game segna l’esordio alla regia di Aaron Sorkin, sceneggiatore Premio Oscar per The Social Network. La protagonista è una Jessica Chanstain in ottima forma; a coadiuvarla ci pensano Idris ElbaKevin Costner (che interpreta suo padre) e… Michael Cera: impossibile restare seri quando lo si vede comparire la prima volta sullo schermo.

Il film si basa sulla vera storia e sul libro di Molly Bloom, giovane talento olimpico dello sci che ha abbandonato la sport dopo un grave infortunio. Molly finisce allora nel giro del poker clandestino, a livelli però altissimi: giocano imprenditori, stelle del cinema (pare anche Leonardo DiCaprio) e rockstar. Poi Molly si mette in proprio, e gli incontri inizia a organizzarli lei. Si aggira però uno spettro: la mafia russa. Riuscirà a cavarsela Molly? Forse. Sicuramente, l’aiuto del suo avvocato difensore (Idris Elba) sarà decisivo.

Per chi non lo sapesse, Aaron Sorkin è uno dei più grandi sceneggiatori contemporanei. Chi ha Netflix può provare per credere, gli basterà guardare il bellissimo Jobs, diretto da Danny Boyle. Molly’s Game, l’abbiamo detto all’inizio, è il suo primo film da regista. Se l’è cavata? Nì. Non lo ricorderemo come uno dei suoi migliori film. 

Alcuni problemi, in ordine sparso. C’è troppo, troppo voice-over: ci saranno almeno 40 o 50 minuti in cui Molly racconta fuori campo ciò che le è accaduto. Anche la durata del film è eccessivaMolly’s Game sarebbe potuto durare benissimo un’ora e cinquanta, due al massimo, ma due ore e venti per il tipo di storia (alla fin fine un biopic) sono eccessivi.

Sorkin regista non riesce a replicare quelle splendide camminate di Fassbender & Co. del film di Boyle, coi personaggi che camminano e parlano per tutta la durata del film. Quello sì che era un biopic non convenzionale, con l’idea di prendere tre conferenze importanti per Jobs e la Apple e mostrarne i retroscena fino a un minuto dall’inizio. Molly’s Game non ha un punto di vista particolarmente originale, si limita a mischiare i piani temporali, laddove forse avrebbe funzionato meglio mantenere una continuità.

E poi, c’è una scena di minacce e percosse da parte di un mafioso russo ai danni della Chanstain girato peggio di una fiction di Rai 1.

Provaci ancora, Sorkin! Magari ti riesce meglio…

Molly's Game
6
Molly's Game
  • voto
    6
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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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