Nello script di Infinity War c’è un indizio sulla sconfitta di Thanos in Avengers: Endgame

In Avengers: Endgame assisteremo quasi sicuramente alla sconfitta di Thanos. Chi ce lo dice? La sceneggiatura di Infinity War.
Avengers: Endgame

Questa volta non parliamo di analisi della sconfitta in relazione al PD, bensì ad Avengers: Endgame. Il primo trailer rilasciato quest’oggi promette grandi cose. Con buone probabilità nel film vedremo la caduta di Thanos, il diavolo sterminatore che con uno schiocco di dita ha spazzato via dall’universo il 50% degli esseri viventi.

È assai improbabile che anche il prossimo capitolo si concluda con una sua vittoria. In che modo tutto questo avverrà e soprattutto a quale costo per i nostri eroi sono domande alle quali, naturalmente, non si possono fornire risposte che non siano speculazioni. Che Thanos venga sconfitto in Avengers: Endgame è pressoché assodato. E questa soddisfazione possiamo togliercela già adesso. Chi ce lo dice? La sceneggiatura di Infinity War.

Fra i vari punti di forza del terzo Avengers bisogna infatti contare lo script di Christopher Markus e Stephen McFeely. Sul versante della scrittura il film gioca molto con quelli che in sceneggiatura vengono chiamati set-up e pay-off, letteralmente semina e raccolto: un gesto compiuto o una frase pronunciata in un determinato momento (semina) che viene richiamato successivamente (raccolto). Un esempio piuttosto elementare: nel corso delle due ore e mezza viene più volte menzionato il fatto che a Thanos basti schioccare le dita per portare al termine il suo piano (Gamora mima il famoso gesto, anche Thanos stesso), e nel finale il villain effettivamente le schiocca e ci riesce.

Volendo andare più a fondo: nel momento in cui Thanos si confronta su Titano con Doctor Strange, quest’ultimo domanda al nemico cosa farà dopo lo schiocco, e la risposta è “Infine mi riposerò, e guarderò il sole sorgere su un universo grato”. Come si conclude il film? Con Thanos che si riposa soddisfatto dopo aver portato a termine il suo compito. E se prestate bene l’orecchio, in entrambi i momenti l’accompagnamento musicale è il medesimo. Quindi nel confronto fra il Titano e lo Stregone Supremo c’è un set-up nella forma di battuta e soundtrack che viene raccolto nel pay-off sotto forma di immagine. Nel trailer stesso di Endgame sentiamo dire “Thanos ha fatto quello che aveva annunciato”.

Come detto in precedenza, in Infinity War il ricorso a questo aspetto della scrittura è frequente. Alcuni brevi esempi: la frase “Noi non scambiamo vite” pronunciata in un primo momento da Captain America e rivolta a Visione, e in un secondo da Visione allo stesso Steve Rogers. La semina e il raccolto, naturalmente, possono avvenire anche all’interno della stessa scena o sequenza, non necessariamente in parti del film fra loro lontane. Si pensi a quando nella scena del Collezionista Gamora e Mantis sbagliano strada e vanno “nell’altra destra” rispetto a quella indicata da Quill. Pochi istanti dopo, in un momento straziante, Star Lord sta per separarsi suo malgrado da Gamora e le dice “Ti avevo detto di andare a destra”. Nel film c’è addirittura un pay-off di una gag seminata in altri film del MCU, i due Guardiani della Galassia legata al divertimento perverso che prova Rocket a impossessarsi degli arti artificiali altrui grazie al quale Thor ci guadagna un occhio tutto nuovo. 

Tutto questo per dimostrare che cosa? Che Endgame ci darà quasi sicuramente il pay-off che ci meritiamo. Dov’è la semina? All’inizio di Infinity War, nella prima battuta che Thanos pronuncia nel film quando fa il suo ingresso in scena: “So cosa significa perdere: sentire disperatamente di aver ragione, e ciononostante fallire“. Il Diavolo è nei dettagli.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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