Nerve

La recensione del film con Emma Roberts e Dave Franco al cinema dal 15/07
Nerve

Spettatore o giocatore? E’ questa la prima domanda che in Nerve l’omonimo gioco online propone ai suoi avventati avventori. Si può decidere di restare a guardare e proporre sfide, oppure buttarsi: giocare in prima persona e fare quel che gli spettatori dicono, dal baciare uno sconosciuto in un bar all’appendersi in cima a una gru a molti, molti metri d’altezza. Chi abbandona è fuori, idem per chi fallisce. Stessa e forse anche peggiore sorte a chi fa la spia: Nerve non è evidentemente legale, e deve rimanere segreto. Ogni sfida, poi, deve essere necessariamente ripresa col cellulare del partecipante.

Diretto da  Henry Joost e Ariel Schulman, Nerve ha come protaognisti Emma Roberts (nipote di Julia) e Dave Franco (fratello di James): la prima interpreta Venus “Vee” Delmonico, il secondo Ian. Iscrittasi per dimostrare a sé stessa e alle amiche di poter essere intraprendente nella vita, una volta conosciuto Ian in un bar Vee si fa pian piano trasportare dal gioco.

Ambientato tutto in una notte in una New York City molto colorata, Nerve snocciola per i suoi protagonisti una serie di sfide sempre più pericolose: andare in moto bendati ad alte velocità, attraversare una scala sospesa in orizzontale fra due palazzi e molto altro, per arrivare a un finale “agoratico”, con tutti gli spettatori sugli spalti e nell’arena due finalisti. Armati di pistola.

Oltre a essere un discreto piccolo thriller, Nerve propone un’analisi lucidissima sulle nuove generazioni, più nuove perfino di quella di chi vi sta scrivendo (che è classe 1995): c’è infatti nel film un’attenzione molto focalizzata sulla componente psicologica, dei partecipanti come dei giocatori. Sono ragazze e ragazzi arrabbiati, ma non è soltanto la furia tipicamente giovanile: è una rabbia che sta sottopelle, che si diffonde pian piano e agisce nell’oscurità, protetta dallo schermo di un computer o di uno smartphone. Il gioco Nerve è una delle migliori idealizzazioni di tutto ciò, incanala molto bene i sentimenti di una generazione.

Per concludere: Nerve merita di essere visto, e se non vi bastano le motivazioni dette finora, sappiate che c’è un cameo di Samira Wiley, l’indimenticata e indimenticabile Poussey Washington di Orange Is the New Black.

P.S.: nel film c’è anche Kimiko Glenn, che in OITNB è Soso, che con Poussey ebbe un rapporto speciale.

Chi ha fatto il casting di Nerve dev’essersi proprio divertito.

Nerve
7
Nerve
  • Voto
    7
Categorie
News
Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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