Noi – La Recensione

La nostra recensione di Noi, il nuovo film di Jordan Peele...
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Jordan Peele l’ha fatto ancora. Nato comico, la metà del duo formato con il socio Keegan-Michael Key torna dietro la macchina da presa dopo quell’incredibile esordio da regista chiamato Scappa – Get Out. Lo fa quindi portandosi dietro un’eredità pesante, di chi nonostante maneggi la telecamera da poco ha già addosso l’etichetta di predestinato.

Con Noi Jordan Peele dimostra di essersela guadagnata sul campo, alzando fin da subito il tiro rispetto al suo lavoro precedente, perfezionando la sua cifra narrativa e dimostrandosi ancora una volta un autore maturo.

Poco dopo essere arrivati nella loro casa per le vacanze, la famiglia Wilson fa un incontro folle, trovandosi davanti ai loro doppelganger. Brutali e primordiali, questi personaggi apparentemente misteriosi sono mossi da motivazioni precise, collegati ai protagonisti da un legame sepolto nel passato.

Noi è prima di tutto un film scritto splendidamente, un manualetto del cinema della tensione che ha nei suoi primi trenta minuti un “how to” di come costruire un mood e un setting perfetto per il proprio film. Peele sfrutta il suo retaggio comico per creare un’atmosfera di ilare inquitudine in cui le battute portano lo spettatore a dimenticare per pochi secondi il setting ansiogeno in cui si trovano i protagonisti per poi riportarcelo dentro con tutta la forza del bel cinema. In questo ruolo Winston Duke è senza dubbio il padrone assoluto della scena. Scelto come comic relief del film e della famiglia Wilson, il suo personaggio ha il compito di controbilanciare il ruolo tetro e drammatico affidato a Lupita Nyong’o, stella indiscussa di Noi e seria candidata a qualcosa di importante per la prossima stagione dei premi.

Ma ora passiamo al sodo, perché Peele non è un regista da compitino. Il contrario. Peele è un regista da messaggio, uno che non farà mai un film solo per farlo, ma lo farà sempre perché intenzionato a dire qualcosa, a portare avanti un discorso aperto anni fa con Scappa – Get Out. Se nel suo film precedente la paura di Peele era riferita agli altri, in Noi il regista si guarda allo specchio. Se fossimo noi il problema? Se il problema fosse dentro di noi? Domande che trovano una risposta parziale nel film, ma che soprattutto danno vita ad altre domande. Una critica agli Stati Uniti? Una al sistema di classi sociali?

In Noi c’è tanto, così tanto che forse non basteranno dieci visioni per comprenderlo appieno. Ne basta una però per dirvi che con Noi, Jordan Peele ha fatto un ulteriore passo verso i grandi.


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Francesco Martino

Scrivo di cinema e faccio le pubblicità.
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