Ouija: L’origine del male

Arriva oggi nelle sale Ouija: L'origine del male, il prequel diretto da Mike Flanagan dell'horror sulla tavoletta evoca spiriti della Hasbro
Ouija

Serviva un miracolo per salvare Ouija, la saga horror targata Blumhouse sulla tavoletta evoca spiriti della Hasbro. Un miracolo per risolvere il flop di critica del primo capitolo, ma soprattutto per sconfiggere una preoccupante carenza di idee che affligge il cinema horror. Per farlo si è scelto di optare per il prequel, affidando la regia alle mani del veterano Mike Flanagan e scegliendo di giocare d’astuzia in un terreno già esplorato da James Wan con The Conjuring.

L’anno è il 1967 ed Alice Zander vive insieme alle figlie truffando vedove affrante e mariti in pena. Finge di parlare con gli spiriti dell’aldilà, finché una tavoletta ouija non trasformerà la figlia Doris tra il nostro mondo e quello delle anime inquiete, aprendo le porte agli stereotipi del cinema horror. Ci sono gli spiriti che si arrampicano sui muri tipici del j-horror e le case infestate, fino ad arrivare alla stanza segreta, chiave del mistero che insegue i protagonisti. Il tutto in un’estatica 60s che vuole strizzare l’occhiolino alla saga horror di James Wan, agghindando i personaggi con abiti d’epoca e rovinando di proposito la pellicola, cercando di creare un effetto nostalgia in grado di amalgamarsi per bene con la dura scorza horror che pervade il film di Flanagan. Se una prima parte sembra quasi riuscire a rompere alcuni stereotipi del cinema di genere, l’ultimo atto riporta lo spettatore prepotentemente in una lunga sequenza di jump scares, vanificando quanto di buono fatto in precedenza. C’era del thriller nei momenti “d’indagine”, quando i protagonisti sono costretti a capire cose perseguita la piccola Doris, ed anche dei momenti da film d’avventura nella scoperta dei poteri della piccola protagonista, riuscendo a sfiorare scene vicine all’immaginario di serie come Stranger Things. Peccato, appunto, che tutto questo venga sacrificato per tornare nella confort zone dell’horror, rendendo Ouija: L’origine del male un film capace di spaventare ma non di stupire.

Ouija: L'origine del male
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Ouija: L'origine del male
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Francesco Martino

Scrivo di cinema e faccio le pubblicità.
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