Parigi può attendere

La nostra recensione di Parigi può attendere, il primo lungometraggio di Eleanor Coppola da oggi nelle nostre sale
parigi può attendere

A metà tra il racconto biografico e il road movie, Parigi può attendere è l’opera prima della moglie e nonna d’arte Eleanor Coppola, documentarista di lunga data qui alle prese con il lungometraggio. Racconto biografico dicevamo, perché la storia di Anne (Diane Lane) impegnata in un viaggio per la Francia in compagnia di Jacques (Arnaud Viard), amico di lunga data del marito e importante produttore cinematografico interpretato da Alec Baldwin, è stata ispirata da una storia vera vissuta in prima persona dalla regista. Questo realismo traspare nel modo più innocuo possibile, portandosi dietro non la cruda realtà del vissuto umano, ma il lato più borghese della storia, quello fatto di costose cene in ristoranti di lusso e paesaggi bucolici nel cuore della Francia in cui Jacques coccola l’avatar della regista portando ad un epilogo prevedibile ma non per questo fastidioso. Così come i suoi protagonisti, Parigi può attendere difficilmente si scompone davanti le emozioni ed anche nei momenti più passionali o intimi il film della Coppola rimane rigido nel suo aspetto borghese ed ordinato, evitando con cura di lasciarsi andare alle emozioni.

Questo suo carattere composto e posato è per certi versi il vero difetto della pellicola, incapace di affascinare emotivamente lo spettatore ma trascinandolo in modo silenzioso da una location all’altra. Parigi può attendere va effettivamente preso per quello che è, un film senza molte pretese che non vuole far altro che raccontare una storia fatta di splendide location e rose appena colte poggiate sul sedile posteriore di un auto d’epoca, flirt consumati tra un bicchiere di vino e l’altro e un paio di calzini spaiati. La piccola nota a margine è sulla colonna sonora, affidata quasi interamente ai Phoenix, la band francese presentata dalla protagonista Anne come la preferita della figlia, quella che nella realtà sarebbe una certa Sofia.

Parigi può attendere
6
Parigi può attendere
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Francesco Martino

Nato nel 1989 è studente di Giornalismo a Roma Tre. Ha collaborato con Prismo, Vice e Dude Mag. Scrive su Serial Minds e in edicola su Il Mucchio.
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