Pets – Vita da Animali: le interviste a Francesco Mandelli e Laura Chiatti

In occasione dell'uscita di Pets - Vita da Animali, abbiamo intervistato Francesco Mandelli e Laura Chiatti, doppiatori di Nevosetto e Gidget
Pets

In occasione dell’uscita di Pets – Vita da Animali, abbiamo incontrato il cast vocale del film. In attesa di leggere la nostra recensione, vi proponiamo le interviste a due dei protagonisti del nuovo film d’animazione targato Illumination: Francesco Mandelli e Laura Chiatti.

Francesco Mandelli – Nevosetto

Com’è andata questa esperienza con il doppiaggio?

Diciamo che mi era già capitato di doppiare in precedenza con Monsters University e Paddington, che non era un cartone animato ma aveva un personaggio d’animazione. tutte queste esperienze l’ho fatte con Francesco Vairano, un direttore del doppiaggio bravissimo, che mi ha guidato in questo mestiere completamente nuovo, visto che fare il doppiatore è un lavoro totalmente diverso da quello dell’attore. È un lavoro molto divertente, perché parti da una base che è quella dell’animazione in cui i personaggi hanno la recitazione perfetta con delle espressioni e dei tempi fantastici. quindi per una volta riesco anche a recitare bene. E poi in questo caso ho anche un personaggio molto divertente ed è stato davvero un piacere.

Hai guardato prima il film in originale?

No, perché ci sono delle regole molte severe per prevenire la pirateria. Quindi quando vai in doppiaggio vedi solamente le tue parti e spesso ci sono molte scritte, come “copia lavoro” o “copia non piratabile”. Delle volte hai addirittura dei quadri in cui solamente il tuo personaggio e lo sfondo ancora non è stato realizzato. Qua la cosa complessa è stata riportare la voce di questo coniglietto, molto carino d’aspetto ma che in realtà è il capo dei cattivi, che in originale ha la voce di Kevin Hart, che ha un modo di parlare e di fare comicità tipico degli stand-up comedian americani. Quindi bisognava riportare quel tipo di parlata in italiano senza farne una parodia, visto che da noi non esiste. Abbiamo dovuto trovare i termini e il tono, lui urlava molto ed abbiamo dovuto capire quanto urlare per non renderlo eccessivo.

Com’è stato approcciarsi a Nevosetto? Un personaggio così particolare, all’apparenza così carino ma in realtà una peste.

Su di me i cattivi esercitano un fascino non da poco, quando fai il cattivo puoi tirare fuori una parte di se che nella vita reale è sempre più tarpata. Da un certo punto di vista somiglia a Ruggero de Ceglie, un signore anziano che in realtà era il male. Qui, come in quel caso, devi lavorare sul paradosso tra l’aspetto fisico e il carattere con dei sentimenti di cattiveria. Che poi nel film sono sentimenti finti, perché lui ce l’ha con il genere umano solamente perché è stato abbandonato. Quindi fare il cattivo è sempre divertente, soprattutto quando hai a che fare con un batuffolo come Nevosetto.

Che differenze hai riscontrato con il povero Paddington? Che era comunque un personaggio che per certi versi condivideva alcune similitudini con Nevosetto.

Paddington era un orsetto che arrivava dal Perù, era perfettamente educato e parlava sempre con un tono di voce molto british. Lì il tentativo era di trovare la cosa più tenera e pure del mondo, senza renderlo infantile. Mentre qui era il contrario, qua dovevi sparare  ed essere molto teatrale. Hanno delle cose in comune, come l’aspetto tenero.

Se non avessi doppiato Nevosetto quale altro personaggio ti sarebbe piaciuto doppiare?

Tutti, anche il gatto e provare a fare una parte femminile. Ma alla fine sono tutti davvero divertenti. Però sono molto molto contento di aver fatto Nevosetto, mi ha dato modo di liberarmi.

Qual’è il tuo cartone animato preferito e perché?

Oddio, quando ti fanno questa domanda dici una cosa e poi a casa ti rendi conto di aver detto quello sbagliato. Io sono molto affezionato a quei cartoni come La Spada nella Roccia e Robin Hood, che ho visto tantissime volte in videocassetta. Poi anche quelli seriali come Holly e Benji, Mila e Shiro e I Puffi. Ma se dovessi sceglierne uno direi La Spada nella Roccia. Poi se me ne dovesse venire in mente un altro ti chiamo dall’aereo e te lo dico.

Tra tutti personaggi di Pets in quale ti rivedi di più?

Forse il cagnolino con gli occhi giganti, protagonista di una delle scene più divertenti del film.

Quindi tra tutti i cartoni che hai doppiato quale ti ha dato più soddisfazioni?

Beh questo, forse anche perché ero più abituato a questo lavoro ed avevo più esperienza. Ma probabilmente è anche quello riuscito meglio, spero.

Hai animali a casa?

Io ho sempre avuto animali quando vivevo con i miei genitori. Avevamo cani, gatti ed abitavamo in campagna, quindi i nostri cani hanno sempre vissuto quasi allo stato brado. Poi i tempi sono cambiati e queste cose non le puoi più fare. Però mi ricordo la mia infanzia, caratterizzata da queste escursioni che facevamo nella campagna, mentre il mio cane ci veniva dietro. Ed è l’immagine ideale dell’animale domestico, quella che vedi nei cartoni tipo Heidi. Poi quando mi sono trasferito a Milano invece non ho mai avuto modo di averlo, anche perché penso che un animale stia molto meglio in campagna, all’aperto. Mentre in città faccio sempre fatica ad immaginarmi un cane. Ma avendo una figlia di un anno e mezzo prima o poi mi aspetto la richiesta. Spero non di un pony, magari di un cane… o un coniglio.

Ma quindi rivedremo prima o poi I Soliti Idioti?

Non credo, per il momento è un’esperienza chiusa. Poi nella vita nulla è definitivo e non si sa mai. Con I Soliti Idioti c’è stato un falso problema, eravamo arrivati ad un livello di successo così grande che dopo cosa altro potevi fare? Adesso la gente in strada mi chiede quando faremo un altro film o un’altra serie, significa che ci siamo tolti di mezzo prima di rompere le scatole. Poi la vita è lunga, quindi ci sarà modo di fare altre cose insieme.

Quindi visto il titolo che avete parodiato più avanti potreste fare I Soliti Idioti – Vent’anni Dopo

Magari ci cascano!

Laura Chiatti – Gidget

Cosa puoi dirci del tuo personaggio?

È una cagnolina molto coraggiosa, capace di prendere il mano la situazione e salvare Max. In questo mi ci ritrovo molto, anche se io sono molto più diretta e non riuscirei a negare un amore come fa lei.

A parte lei a quale altro personaggio sei affezionata?

Sono impazzita per il coniglietto che ha doppiato Francesco, perché fa molto ridere e lui è stato davvero bravissimo. Quando doppi te stesso può venire fuori un disastro e rovini quanto di buono hai fatto nel film, invece con il cartone animato puoi lavorare di fantasia e fare come ti pare. Francesco è stato bravo nel dare voce ad un personaggio pazzesco e divertente.

Come ti trovi in questo ruolo atipico di doppiatrice?

Mi trovo bene, quando devo doppiare dei cartoni animati sono sempre molto contenta. Poi ho due nipoti che so che apprezzano e mi vanno a vedere al cinema per sentire la mia voce. È un mondo divertente, ma il mestiere del doppiatore non mi piace, è troppo duro. Ma quando doppi i cartoni è un’altra cosa.

Cosa trovi più faticoso tra girare un film e doppiarlo?

Tra doppiare un film e farlo è più difficile doppiarlo, se doppi te stessa è impossibile renderlo naturale. È difficile anche con un cartone animato, specialmente quando senti la differenza tra te ed un doppiatore professionista. Però io, Francesco ed Alessandro ci siamo accordati bene con i doppiatori.

Cosa pensi del voler far doppiare i cartoni animati a dei talent invece che a dei doppiatori? E soprattutto cosa ne pensi della scelta di utilizzare i talent non per i personaggi principali ma per quelli secondari?

Quello non lo capisco, penso siano unicamente delle operazioni commerciali. Se metti la voce di un personaggio famoso richiami molto di più, anche se poi ai bambini non è che interessi molto. Ma alla fine questi cartoni sono fatti così bene che ci vanno anche gli adulti. La trovo un’operazione commerciale intelligente e un modo per dare un valore aggiunto al nostro mestiere, visto che nei film la voce spesso passa in secondo piano, mentre qui senti i cambiamenti della voce.

Ti sei ritrovata in Gidget?

Mi è venuto molto da ridere quando ho saputo che personaggio avrei doppiato, vista la sua natura snob e peperina. Mi piaceva perché era un personaggio molto buffo, ed è anche l’unica femmina tra i personaggi principali. Ho potuto dare sfogo delle mie abilità vocali e canore, perché ho studiato canto cinque anni e mi sono sempre divertita a cambiare le voci e ad imitare le cantanti.

Tra Rapunzel e Pets di quale conservi il ricordo migliore?

Di entrambi. Rapunzel è stata un’esperienza pazzesca, era un cartone romantico e doppiavo un personaggio principale, e soprattutto ho cantato le canzoni. Quindi ho un amore particolare per Rapunzel, però Pets è un ottimo proseguimento.

Con quale cartone inizierai i tuoi bambini al cinema?

I ricordi che ho da piccola sono legati ai cartoni che davano il pomeriggio, ed avendo dei nipoti piccoli ne ho visti abbastanza, dal Re Leone a Cattivissimo Me. Credo che uno dei miei preferiti sia proprio il Re Leone, quindi forse inizierò proprio con lui, anche se sono ancora piccoli.

C’è qualche altro cartone animato nel futuro?

Sono aperta a proposte perché amo i cartoni animati, ma devo ancora definire delle cose con i bimbi. Ho girato l’ultimo film che ero incinta di otto mesi, ma adesso è complicato gestirsi ed aspetto un po’ per tornare a lavorare.

Cosa ne pensi di quelle attrici che una volta diventate mamme hanno smesso di recitare?

Non le ho mai criticate, le capisco. Anzi, sarei una di quelle e farei solo la mamma. Ma mio marito ad esempio è contro questa scelta, e lo capisco. È importante mantenere la propria indipendenza come donna ed attrice per crescere bene i propri figli. Ma è anche difficile staccarsene. Quindi, se ci sono le possibilità, è anche giusto fare solo la mamma, ma devi stare bene. È importante mantenere un equilibrio.

Il ruolo che avresti tanto voluto interpretare?

Ci sono tanti film che mi piacciono e che avrei voluto fare. Ma dico Monster con Charlize Theron. Lì funziona che una bella donna si trasformi per interpretare un ruolo così forte, mentre qui no: se sei bella fai i ruoli di bella, se sei carina fai la carina e se sei brutta fai i ruoli di brutta.

E visto che Charlize Theron c’ha vinto un Oscar, pensi che ci sarà la possibilità in futuro che un’attrice italiana torni ad ambire ad un Oscar?

Io non di sicuro, non so se qualche collega lo farà. Glielo auguro, ma io non sono così ambiziosa. Mi piace lavorare, mi diverte. Non mi interessano i premi, non credo nel loro valore. Preferisco il responso del pubblico. Mi accontento di mio figlio, che quando vede la pubblicità della Rocchetta mi chiama fuori dallo schermo.

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Francesco Martino

Scrivo di cinema e faccio le pubblicità.
Un Commento
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    Pets – Vita da Animali: le interviste ad Alessandro Cattelan e Lillo – abovetheline.it
    5 Ottobre 2016 at 9:56
    Rispondi

    […] Cattelan e Lillo, voci di Max e Duke. In attesa di leggere la nostra recensione, non perdetevi le altre interviste pubblicate sul […]

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