Piccole Donne: Emma Watson, Saoirse Ronan e Timothée Chalamet nelle prime immagini

Il film arriverà nelle sale il prossimo 25 Dicembre...
piccole donne

In esclusiva, Vanity Fair ha pubblicato le prime immagini di Piccole Donne, ennesima trasposizione cinematografica del capolavoro letterario di Louisa May Alcott, qui diretta da Greta Gerwig.

Vi lasciamo le foto qui sotto:

Nel cast, Emma Watson (Meg), Saoirse Ronan (Jo), Florence Pugh (Amy), Eliza Scanlen (Beth), Timothée Chalamet (Theodor “Laure” Laurence), Meryl Streep,  Laura Dern, James NortonLouis Garrel Bob Odenkirk.

Piccole Donne sarà prodotto da Amy Pascal con la sua compagnia, la Pascal Pictures, insieme a Denise Di Novi e Robin Swicord. Il film sarà il settimo adattamento, dopo la pellicola del 1994 diretta da Gillian Armstrong con Winona Ryder (nominata all’Oscar), Susan Sarandon, Claire Danes e Kirsten Dunst.

La release è fissata per il 25 Dicembre 2019.

Qualche info sul romanzo:

Il primo romanzo racconta la storia delle quattro sorelle March – Meg, Jo, Beth e Amy, chiamate regolarmente con i loro soprannomi – che rispecchiano quelle della stessa famiglia Alcott. Loro padre è un sacerdote partito per il fronte come cappellano durante la Guerra di secessione americana, lasciando a casa le figlie e la moglie a cura della casa. Le ragazze, con i loro pregi e i loro difetti, pur essendo povere e con i problemi tipici dell’adolescenza, imparano a crescere e diventare ragazze responsabili e pronte a difendersi da qualsiasi vicissitudine.

Il primo libro, copre l’arco narrativo di un anno: inizia a Natale e finisce a Natale dell’anno dopo, e in questo arco di tempo vengono analizzati i singoli caratteri, i sogni e la maturazione di ciascuna delle quattro sorelle, le quali vivono questo anno quasi come un gioco, una scommessa fatta con la madre di riuscire a migliorare caratterialmente e a combattere i loro “nemici interiori” attraverso una specie di gioco allegorico.

Grande importanza viene dato a questo dettaglio: tutto il romanzo, infatti, si ispira al libro Il viaggio del pellegrino di John Bunyan, il quale vede la crescita di ogni persona come allegoria del viaggio di un pellegrino che, con il suo fardello sulle spalle (il proprio carattere, con i pregi e difetti) passa dalla Città della Perdizione, la nostra realtà, alla Città Celeste, con il raggiungimento dei propri obiettivi e il completamento della nostra maturazione. È un passaggio chiave del romanzo spesso messo in disparte dalle trasposizioni teatrali e cinematografiche del romanzo, che rivela il pensiero fortemente trascendentalista e le idee educative innovatrici di Amos Bronson Alcott, padre della scrittrice.



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Claudia Bighi

Redattrice, Ufficio Stampa e Gestione Social per ATL, su cui scrive e sdrammatizza. Dal 1990 abusa di pasticche di Cinema ma ha sempre rifiutato il rehab.
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