Qualcuno salvi il Natale

La recensione del nuovo film a tema natalizio prodotto da Netflix con Kurt Russell nei panni di Babbo Natale
Qualcuno salvi il Natale

Avreste mai immaginato di vivere così a lungo da vedere uno divo del cinema carismatico e potente come Kurt Russell, nei panni di Babbo Natale? Per una pazzia del genere servivano solo quei pazzi di Netflix, perchè in questo fine 2018 abbiamo avuto il film natalizio che ci meritiamo, ed ha proprio Kurt Russell nei panni di Santa Claus e si intitola Qualcuno salvi il Natale.

La pellicola di Clay Katis (Angry Birds) presenta la formula più classica per un film del genere: trama semplicissima e gioconda, condita da un ultra sentimentalismo natalizio che neanche le repliche sulla tv di Stato; simpatici ragazzini che citano anche Mamma, ho perso l’aereo! in una scena (non a caso c’è anche Chris Columbus tra i produttori) e un Babbo Natale che così moderno e in forma non si era mai visto.

In un formato così standardizzato Kurt Russell da il meglio di sè: l’attore è in un vero e proprio stato di grazia. Gioca, canta (e anche bene), è autoironico (durante il film gli chiederanno più volte di fare il celebre “oh! Oh! Oh!” ma Babbo Natale risponderà che lui non ha mai fatto un verso del genere, e che questa è solo una fake news), si ritrova a guidare una macchina sportiva, e a casa ci sarà Miss Claus ad aspettarlo (mitico cameo di Goldie Hawn).

Qualcuno salvi il Natale è la versione per bambini (molto per bambini) di un film action con Kurt Russell: è una pellicola che sembra voglia prenderci per stupidi, e invece sa benissimo che genere di storia sta raccontando e come la sta raccontando, ma sa anche di avere uno come Kurt Russell al timone della barca, e allora il film di Netflix può permettersi anche di insultarci a squarciagola che noi comunque non ce ne accorgeremmo: troppo distratti a pensare “perchè nessuno ci aveva pensato prima a questo Babbo Natale?”

Qualcuno salvi il Natale
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Davide Merola

Classe '95. Affamato più di serie tv, ma costantemente perso tra i film anni '80 e quelli del Sundance. Ce la mette tutta per sembrare serio.
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