Ride

La recensione dell'esordio alla regia di Valerio Mastandrea, dal 29 novembre al cinema
Ride

Il 2018 sta quasi per volgere al termine. Dal punto di vista degli incassi il cinema italiano, come ormai da molti anni, non se la ride affatto. Dal punto di vista prettamente artistico, invece, qualche soddisfazione ce la siamo tolta: si pensi al successo internazionale che stanno riscuotendo Dogman di Matteo Garrone e Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher, fino a pochi giorni fa i due migliori film italiani dell’anno. Adesso sono tre: c’è anche Ride, l’esordio alla regia di Valerio Mastandrea.

Presentato in anteprima al Torino Film FestivalRide racconta una domenica di maggio nella vita di Carolina (Chiara Martegiani), Bruno (Arturo Marchetti) e Cesare (Renato Carpentieri). Non è una domenica di maggio qualunque: è il giorno che precede il funerale di Bruno Secondari, morto a causa di un incidente in fabbrica.

Cesare era suo padre: anche lui un tempo lavorava in quella fabbrica, e mai avrebbe potuto immaginare che a suo figlio potesse toccare una sorte tanto tragica. Carpentieri, eccellente, ha alcune delle battute migliori del film: “Ho capito troppo tardi che questo è un mondo in cui i figli muoiono e i padri restano soli“. Al suo personaggio è affidata la linea tematica del “I vecchi devono morire, non i giovani”; il suo segmento è quello più prettamente “politico”, ideologico del film. Ma Ride non è solo, banalmente, un film sugli operai che muoiono nelle fabbriche.

L’opera prima di Mastandrea è un racconto potente e delicato sull’elaborazione del lutto. Cesare affronta la morte del figlio con grande senso di colpa, Bruno (il figlio di Mauro), preadolescente, trova come distrazione le prove assieme a un amico di cosa dire ai giornalisti il giorno del funerale. E Carolina? Carolina ride.

È Carolina il perno principale di Ride, lei la protagonista della locandina e dell’idea del film: una persona che ha subito un lutto non riesce ad elaborarlo nel modo “socialmente accettato”, ovverosia un pianto da prefica con lacrime e disperazione. Carolina non riesce a piangere, è senz’altro (chiaramente) toccata dalla morte del marito, e ciononostante riesce a mangiare e perfino a dormire la notte. Attorno a lei, nel corso del film o una serie di personaggi che cercheranno di rubarle la scena coi loro modi più plateali di esprimere il dolore.

Mastandrea è riuscito a toccare le corde giuste tanto nella scrittura e nei dialoghi mai banali fra i personaggi quanto nella regia: l’interpretazione della Martegiani è molto buona (è una Claire Foy romagnola) così come quella di Carpentieri e perfino quella dei bambini, cosa rarissima nel cinema italiano contemporaneo.

Insomma, l’opera prima di un grande attore (che dal 27 dicembre Mastandrea sarà anche uno dei protagonisti di Moschettieri del Reè diretta talmente bene da farci dimenticare tanta (ma tanta eh) di quella bile propinataci quest’anno. Chapeau.

8
  • 8
Categorie
NewsRecensioni
Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

CONSIGLIATI

  • Fai bei sogni

    Fai bei sogni

    Fai bei sogni di Marco Bellocchio si presenta come uno dei lavori più intimisti del regista, il risultato di una palese evoluzione che gli amanti del suo cinema non...

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua