Robin Hood – L’origine della leggenda

La recensione del nuovo adattamento cinematografico di Robin Hood, in sala dal 22 novembre
Robin Hood

Poteva anche essere una buona idea quella di adattare la storia di Robin Hood in chiave moderna, più action rispetto ad altre versioni più classiche, ma questo film, diretto da Otto Bathurst con Taron Egerton Jamie Foxx e prodotto addirittura da Leonardo DiCaprio è… un gran pasticcio, a voler chiudere un occhio.

Il film inizia alle Crociate, c’è una sequenza interessante in cui un segmento di battaglia con gli archi, le frecce e le balestre ha lo stesso ritmo di un film di guerra, dove tocca ricaricare le armi il più velocemente possibile e contare i colpi rimasti. È già chiaro quanto tutto questo sia estremamente diverso da una volpe e un orso animati che cantano in una foresta. Tanto per cominciare, Little John è nero, cosa che non costituisce nessun problema se non a livello anacronistico, considerato che Robin Hood dovrebbe essere ambientato nell’Inghilterra del 1200… ma è la questione minore, se pensate che già a inizio film John perde una mano e diventa praticamente Jaime Lannister.

C’è lo sceriffo di Nottingham? Ahinoi sì: è Ben Mendelsohn. Se guardate i film, lui fa quel tipo di cattivo che sai che perderà più o meno dal primo minuto in cui lo vedi in scena. La prerogativa dello sceriffo di Nottingham in questo film è indossare cappotti brutti. Che sia Mendelsohn o il suo successore…

E Robin Hood? È raccontato e inquadrato come un supereroe, lo chiamano The Hood come fossimo nel MCU. Quando i popolani oppressi dalle tasse e dalla corruzione si schierano con lui e vanno a manifestare contro la guerra indosseranno tutti dei cappucci, e invece che nell’Inghilterra del 1200 saremo come d’incanto a Genova nel 2001.

Meglio tralasciare: le sequenze d’azione con green-screen fatto male; una scena collettiva in cui Egerton e Jamie Dornan interagiscono fra di loro ma è palese che non fossero sul set nello stesso momento e le inquadrature sono… brutte. Si può dire brutte? Robin Hood non è un supereroe, questo al massimo può essere un supererrore.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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