RomaFF12: The Only Living Boy in New York

Il triangolo amoroso tra Kate Backinsale, Callum Turner e Pierce Brosnan, in selezione alla Festa del Cinema di Roma
the only living boy in new york

Sullo sfondo della New York perbene, quella degli ambienti letterari e artistici, Marc Webb colloca il triangolo amoroso tra Thomas, un ventenne spaesato che non sa cosa fare nella vita, Ethan, suo padre e noto editore, e Johanna, la giovane amante di quest’ultimo, ma che farà perdere la testa al primo.

Sebbene possa sembrare il solito dramma romantico che si consuma tra le tipiche strade della Grande Mela, The Only Living Boy in New York mette in scena la crisi interiore di un ragazzo, alla  continua ricerca di una posizione in quel mondo che continua a remargli contro: il tormento di un amore non ricambiato; una famiglia nei cui valori non si rispecchia e l’ambizione di diventare scrittore, soffocata da un padre che non ne riconosce il talento.

L’unica persona con la quale è in grado di aprirsi è il suo vicino di casa, un intrigante Jeff Bridges nei panni del mentore ubriacone e solitario che impartisce al giovane lezioni di vita e citazioni letterarie. L’affettuosa relazione che si instaura tra i due dona al film una sobria componente comica, fatta di semplici battute e di una complicità il cui significato sarà chiaro allo spettatore soltanto alla fine.

L’evento, però, che lo riporta alla “vita”, è proprio l’incontro con Johanna (Kate Backinsale), l’amante del padre che decide di pedinare, più per un interesse personale che per cercare di salvare il matrimonio dei genitori. Da questo momento in poi il film trasuda della tensione sessuale tra Kate Backinsale e Callum Turner che, con i loro valzer di sguardi e i loro battibecchi, rendono palpabile l’atmosfera sensuale che li circorda.

Con la musica di Rob Simonsen ad accompagnare i turbamenti emotivi del giovane Thomas, The Only Living Boy in New York è un film che non ha nulla da invidiare a quelle pellicole che affrontano, quasi sempre in maniera scontata e pedante, l’età di passaggio dall’infanzia alla vita adulta. Il film di Mark Webb celebra, anzi, l’imprevedibilità e la bellezza di questa fase evolutiva durante la quale,  proprio come Thomas, siamo noi a decidere la trama della nostra vita.

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