Searching

La recensione del thriller psicologico presentato al Sundance, in uscita il 18 ottobre
Searching

Presentato in anteprima mondiale al Sundance e in anteprima italiana al Giffoni, Searching si prepara a un’uscita nelle sale italiane praticamente in sordina. Probabilmente pochissimi di voi sapranno di questo film. Ebbene, sappiate che è una delle sorprese di questo già di per sé ricco 2018.

Il regista è Anees Chaganty, classe 1991. È il suo primo film dopo diversi corti e dopo aver lavorato per alcuni anni… a Google. Quest’ultimo è un dato importante. Perché? Perché il film è raccontato interamente attraverso degli schermi: pc, tablet, smartphone; social network, motori di ricerca, mail; telegiornali, telecamere di sorveglianza, videocamere e fotocamere.

Searching è prima di tutto un esperimento: può questo modo di raccontare una storia funzionare per un film di un’ora e mezza? La risposta è sì, assolutamente sì. Esperimento riuscito. È chiaro che un prodotto di questo tipo può reggersi solo ed esclusivamente sulle fondamenta di uno script solidissimo, e quello di Searching è ottimo.

Il film segue il mistero della scomparsa di una ragazza, Margot Kim, raccontandolo dal punto di vista del padre, David (John Cho). Le indagini per ritrovare Margot sono portate avanti dal detective Rosemary Vick (Debra Messing, la Grace di Will & Grace). La sceneggiatura è buona per due motivi. Primo: il mistero viene raccontato con un suspense crescente che mantiene sempre alta l’attenzione dello spettatore. Hitchcock sarebbe impazzito per un film del genere.

Quando ripenserete ai colpi di scena vi accorgerete che, come nei migliori romanzi gialli, gli indizi erano stati seminati con cura. Secondo: Searching non abbandona mai la dimensione personale del conflitto del protagonista. È il film di un padre che crede di conoscere sua figlia, ma si trova a fare i conti con una realtà ben più amara.

Dopo aver parlato della sceneggiatura si potrebbe parlare per ore dei punti di forza del film, ma ciò non accadrà: dovete correre a recuperarlo. Un film che si apre con l’establishing shot della collina di Windows XP vale il prezzo del biglietto. Già solo dopo la sequenza iniziale vi sarete innamorati del film. È lo Scappa – Get Out di quest’anno.

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Emanuele Paglialonga

Classe 1995, autore e sceneggiatore. Mi raccomando con questa cosa del cinema.
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