Sette minuti dopo la Mezzanotte

La nostra recensione di Sette minuti dopo la Mezzanotte, il nuovo film di J.A. Bayona in arrivo oggi nelle nostre sale.
sette minuti dopo la mezzanotte

Non ama i giri di parole Sette minuti dopo la Mezzanotte, il nuovo film di J.A. Bayona tratto dal libro di Patrick Ness, fido sceneggiatore del regista spagnolo e già autore di The Impossible e The Orphanage. Li odia tanto da tagliare corto, presentandoci sin da subito la vicenda in tutta la sua ampliezza, introducendo Conor e il suo rapporto con il mostro, manifestazione diretta delle sue paure. Bayona ripudia quindi i clichè della favola, mettendo da parte quella volontà di stupire lo spettatore da “Spielberg face” vista ultimamente in Il GGG – Il grande gigante gentile, puntando dritto al pungo nello stomaco con un approccio emotivo e brutale.

Conor sfida se stesso, affrontando i suoi drammi interiori e le paure della vita: una madre (Felicity Jones) malata, una nonna (Sigourney Weaver) severa ed un padre (Toby Kebbell) assente ed opportunista. Una lotta personale che si manifesta con le fattezze di un albero umanoide (doppiato magistralmente da Liam Neeson) pronto a raccontare a Conor tre storie su altrettanti personaggi, insegnamenti di formazione raccontati da Bayona con delle soluzioni visive avvincenti. Conor quindi si “automedica” le proprie ferite, facendolo però come solo un bambino riesce a fare, usando l’immaginazione e creando un mondo immaginario minato da un incubo ricorrente. Bayona tratteggia la vicenda con toni pacati e mai invasivi, puntando sull’eleganza della messa in scena piuttosto che sul clamore, regalandoci l’ennesima conferma del talento del regista spagnolo. Dopo averlo visto alle prese con onde giganti, orfanotrofi ed alberi gianti, Bayona dovrà vedersela con i dinosauri di Jurassic World 2, ben speranzosi per il risultato finale.

 

Sette minuti dopo la Mezzanotte
8
Sette minuti dopo la Mezzanotte
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Francesco Martino

Nato nel 1989 è studente di Giornalismo a Roma Tre. Ha collaborato con Prismo, Vice e Dude Mag. Scrive su Serial Minds e in edicola su Il Mucchio.
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