Star Wars: L’Ascesa di Skywalker – La Recensione (No Spoiler)

La saga degli Skywalker, inziata nel 1977, si conclude. La nostra recensione in anteprima del film diretto da J.J. Abrams...
star wars: l'ascesa di skywalker

Analizzare un film di Star Wars è un po’ come essere professori ed avere in classe il proprio figlio. Sarà sempre sangue del tuo sangue, anche se dovrai mettere voti sul registro. Avrei voluto quindi recensire la pellicola dividendo le due nature (quella emotiva da fan e quella puramente analitica), ma è proprio qui l’intoppo: L’Ascesa di Skywalker ha deluso entrambe.

Partendo dalle ceneri de Gli Ultimi Jedi – che mai come nessun altro Episodio aveva separato il fandom – J.J. Abrams e Chris Terrio sono costretti a ricostruire le fondamenta narrative da zero. Ne viene fuori qualcosa di tragicomico. Già nei primi minuti del film è evidente il bisogno primario di cancellare quanto visto in precedenza, con lo scopo di discostarsi dall’operato di Rian Johnson e accalappiare il consenso del pubblico avvelenato. Accozzaglie di spiegoni per introdurre il nuovo corso della storia, snodi fino ad ora neppure lontanamente accennati, presenze ingiustificate, cambi di scena netti e svolte incomprensibili. C’è veramente di tutto e non si riesce ad apprezzare nulla. La sensazione è quella di aver perso pezzi per strada, di trovarci davanti ad un ennesimo reboot o addirittura al primo Episodio di una saga fan-made.

I dubbi che aleggiavano intorno alla nuova trilogia, sono ormai certezze: ogni regista ha preso la sua iniziativa, cercando di proporre la propria visione di Star Wars e ignorando le regole della coerenza interna. In Episodio VII Abrams regala ai fan un concentrato di buoni propositi e citazionismo. In Episodio VIII Johnson, mosso da natura autoriale, scombina i piani e distrugge l’incanto. In Episodio IX Abrams prova a rimettere in piedi la baracca, ma fallisce miseramente nel tentativo di accontentare tutti. Sono le conseguenze di un progetto in itinere, che non ha potuto avvalersi di uno script unico e già terminato agli albori delle riprese de Il Risveglio della Forza. La morte prematura di Carrie Fisher, poi, ha senz’altro dato il colpo di grazia.

Il comparto visivo non sempre soddisfa, anche se è inutile negare la presenza di alcune scene ben costruite dal punto di vista scenico. Persino i dialoghi faticano a generare emozione e l’epicità è presto azzerata attraverso frasi volutamente ad effetto, ma inserite in un contesto che non è in grado di sostenerle. I momenti incalzanti si contano sulle dita di mezza mano. La Colonna Sonora di John Williams è lontana anni luce dagli antichi fasti di un tempo (sigh) e si aspetta un brivido che, purtroppo, non arriverà mai. Una nota di merito ai siparietti comici affidati per la stragrande maggioranza a C-3PO, probabilmente l’unico (ed ultimo) baluardo dello Star Wars che fu.

L’Ascesa di Skywalker sarebbe dovuto essere il degno e commovente epilogo di una saga che ha cambiato per sempre la storia del cinema, ponendo le basi del blockbuster moderno. Eppure la delusione è così cocente da far rimpiangere Jar Jar Binks e la Leia volante di Johnsoniana memoria.

L’epopea degli Skywalker si chiude invece qui, con un presente discutibile, ma forte di un passato glorioso che non potrà mai essere cancellato. Il futuro lo lasceremo a chi verrà dopo di noi, libero di giudicare per intero e senza salti temporali questa incredibile storia, svoltasi tanto tempo fa in una galassia lontana lontana.

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Claudia Bighi

Redattrice, Ufficio Stampa e Gestione Social per ATL, su cui scrive e sdrammatizza. Abusa di pasticche di Cinema ma ha sempre rifiutato il rehab.
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