The End? L’inferno fuori

La recensione dello zombie-movie prodotto dai Manetti Bros. e interpretato da Alessandro Roja
The End? Linferno fuori

A tutti coloro che amano il cinema l’idea di uno zombie-movie italiano dovrebbe risultare, se non entusiasmante, quantomeno interessante. The End? L’inferno fuori del giovane Daniele Misischia è un vero e proprio film apocalittico, che dal suddetto genere recupera gli stilemi più caratteristici e li riadatta in una chiave più locale, più “romana” si potrebbe aggiungere, cercando di alternare i soliti e confortanti cliché a trovate originale e più direttamente personali.

Dunque ci sono gli zombie, una colonna sonora accattivante e un protagonista che compie un’evoluzione narrativa e caratteriale – da uomo d’affari cinico ed egoista a marito più comprensivo e riconoscente nei confronti della vita. Insieme a ciò, però, in The End? L’inferno fuori c’è anche un ascensore bloccato e più in generale la grande ambizione dei suoi autori (Misischia e il co-sceneggiatore Cristiano Ciccotti), che hanno deciso di rendere la claustrofobia l’elemento portante della struttura del film, relegando così nel perimetro del fuori-campo (e dunque del non-visibile) tutti quegli elementi da cui, teoricamente, il genere zombie-movie trae la sua forza.

Infatti, quando scoppia nella trafficatissima Roma un’epidemia che rende i suoi abitanti dei mostri ripugnanti in cerca di nuove prede, il protagonista Claudio si trova bloccato nell’ascensore del suo ufficio, impossibilitato a uscire e dunque, per sua fortuna, a riparo da spiacevoli attacchi. L’intero film è dunque ambientato in questo spazio ristretto, all’interno del quale sono poche le azioni che il personaggio principale può effettivamente compiere (fumare, parlare al telefono e lasciarsi andare prima a imprecazioni e poi a lamenti disperati).

L’elemento di forza del film è però, al contempo, anche l’artefice di quelle che sono le sue note più negative, poiché è davvero alto il rischio di ripetersi e di risultare talvolta noiosi quando l’intera storia si svolge in un ambiente così ristretto.

Forse l’ambizione che anima The End? L’inferno fuori è stata più grande della sua effettiva riuscita e, forse, il pericolo della ripetitività era un nemico se non maggiore rispetto a quello rappresentato dagli zombie almeno altrettanto spaventoso.

Eppure, grazie alla regia consapevole di Misischia e alla difficile ma piuttosto convincente interpretazione di Alessandro Roja – famoso per il suo ruolo da coprotagonista nella serie Romanzo CriminaleThe End? L’inferno fuori scorre senza eccessivi freni, lasciando nello spettatore – o almeno in quello che continua a credere nel cinema italiano – la piacevole consapevolezza che la cinematografia di genere si stia pian piano affermando nel panorama italiano.

Una menzione speciale, per concludere, va fatta ai Manetti Bros., produttori del film e simpatici paladini di questa nuova conquista cinematografica.

The End? L'inferno fuori
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