Ti presento Sofia

Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti nella commedia di Guido Chiesa. Qui la nostra recensione
Ti presento Sofia

Treni, ristoranti, pullman, aerei, cinema, le urla dei bambini ci inseguono in lungo e largo. Se molti trovano ancora la forza di sorridere e sopportare le richieste espresse in decibel di questi cittadini del futuro dai polmoni d’acciaio, si allarga sempre più il numero di coloro che soffrono di una certa insofferenza nei loro confronti.

Tra questi c’è anche Mara (Micaela Ramazzotti), female leader di Ti presento Sofia, fotografa di successo allergica alla presenza di bambini. Fin qui nulla di strano, la ragazza sarebbe solo l’ultima portavoce di uomini e donne con il piede di guerra e pronti ad affrontare una lotta interna con famiglie distratte, disfunzionali e poco autoritarie. E invece il problema c’è e si chiama Gabriele (un Fabio De Luigi reduce dal successo di Metti la nonna in freezer). Ex-rocker e ora proprietario di un negozio di dischi, l’uomo è un padre affezionato e fin troppo attaccato alla figlia Sofia. I due sono legati da un rapporto esclusivo, quasi simbiotico. Un bell’ostacolo, soprattutto se ti innamori di una come Mara.

Il film di Guido Chiesa parte da un’idea interessante, soprattutto perché vicina alla nostra quotidianità. Un’idea già sperimentata con successo sul grande schermo nella pellicola argentina Se permetti non parlarmi di bambini! uscita nelle nostre sale nel settembre 2016 (sebbene tutto l’intreccio ricorda un About a boy al contrario). Ognuno dei personaggi è come ingabbiato nella propria pseudo-sicurezza e visione della vita. Una bolla di sapone in procinto di scoppiare, così da avvicinarsi a mondi diversi, lontani dai propri. Qualcosa è dovuto andare storto nel passaggio dall’aleatorietà del pensato, a quello realizzato sul set. Il risultato finale è infatti una commedia degli equivoci in salsa italiana che fonda i propri punti di forza sulle interpretazioni dei due protagonisti (un sempre simpatico Fabio de Luigi e un’ottima Micaela Ramazzotti) per poi lasciare naufragare il resto della pellicola tra le onde della prevedibilità e imbarazzante costruzione filmica. Il montaggio risulta causale e fatto di tagli privi di consecutio causa. Il ruolo della piccola Sofia sulla carta si presenta furbetto, ingegnoso e dalla caustica ironia, nella realtà performativa si presenta ingabbiata in uno schematismo generale, acerbo e spesso leggermente irritante. Se la poca esperienza della giovane Caterina Sbaraglia influenza un’interpretazione non eccellente e spesso forzata, meno giustificabile è la bassa qualità delle performance offerte dai comprimari (esclusa quella di Andrea Pisani, frizzante ed energico come al solito) già attori dalla carriera avviata da anni.

Nella sua resa finale Ti presento Sofia è una commedia dissacrante, ma mancata. Come nella commedia più tradizionale poteva immergersi nelle ossessioni e idiosincrasie di noi italiani facendoci ridere dei nostri più reconditi difetti, ma così non è stato, o almeno non del tutto. La narrazione pare quasi svilupparsi in fieri non perché ricca di improvvisazioni, ma di mancanze e pochi momenti di forte alacrità. La regia segue, affianca l’intreccio, ma non si distacca dal suo mero ruolo di testimone; così facendo si auto-impedisce di colmare delle lacune di sceneggiatura, di limare e contornare una narrazione non sempre all’altezza dei buoni presupposti alla base del film. Guido Chiesa sa puntare ed enfatizzare la comicità di De Luigi e la bravura della Ramazzotti, ma non osa di più. Ti presento Sofia è insomma un film che, pur cercando di essere rock (lo stesso font della locandina richiama quello della testata giornalistica di musica per antonomasia, Rolling Stone) non balla. E noi, immobili sulla poltrona, pure.

5
  • Voto
    5
Categorie
FeaturedRecensioni
Elisa Torsiello

Inalo la polvere delle sale cinematografiche per poi tossire recensioni.
Nessun Commento

Rispondi

*

*

ABOUT US

CONSIGLIATI

  • Metti la nonna in freezer

    Metti la nonna in freezer

    Metti la nonna in freezer è la prima, vera boccata d’aria d’aria fresca per il cinema italiano del 2018. In uscita il 15 marzo, l’auspicio di chi scrive è che...
  • Classe Z

    Classe Z

    A due anni di distanza da Belli di papà arriva Classe Z, nuovo lavoro di Guido Chiesa prodotto dalla Colorado Film. Scritto dallo stesso regista assieme a Renato Sannio...
  • questione di karma

    Questione di Karma: una nuova clip della commedia con Elio Germano

    Si intitola “Alessandra” la nuova clip rilasciata da Rai Cinema e Wildeside per la promozione di Questione di Karma, commedia di Edoardo Falcone (Se Dio vuole, Viva l’Italia) con...
  • Qualcosa di nuovo

    Qualcosa di nuovo

    Qualcosa di nuovo di nome e di fatto, benché la novità non sia intrinseca nel film. La pellicola di Cristina Comencini, prodotta da Rai Cinema e Cattleya, verrà distribuita...

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy Read More, dove trovi maggiori informazioni e anche indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza dei cookie, anche di terze parti, necessari al corretto funzionamento e secondo le finalità illustrate nella Privacy Policy, dove trovi maggiori informazioni e le indicazioni su come eventualmente negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Continua